la prima canna aprirà nel 2028

MERCATELLO SUL METAURO – Nel cantiere della Guinza lavorano ogni giorno 60 operai. Di giorno, una 40ina, e 20 di notte. Fanno parte di sette imprese diverse, sotto la regia di Anas. «E’ un cantiere difficile, ci troviamo ad operare spesso con avverse condizioni meteorologiche – dice Andrea Primicerio, il responsabile Anas per le Marche –. E’ difficile anche perché stiamo riadattando alle nuove norme un cantiere esistente».
La visita
Ieri mattina il sopralluogo dell’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli nell’area di cantiere, con più soste nelle varie strutture che precedono la galleria principale. «Abbiamo altre 2 gallerie, tre viadottI importanti, le opere di attacco lato Umbria e Marche». L’apertura al traffico della prima canna è prevista, come hanno detto sia Primicerio che Baldelli, a inizio 2028. I tempi si sono dilatati rispetto a quelli forniti in una delle ultime ispezioni con la stampa, che indicavano l’apertura del traforo nella prima parte del 2027. Ma evidentemente, è un ritardo da mettere in conto considerando che l’accelerazione o il freno all’intervento è soggetto al meteo, che, in quella zona collinare, è tutt’altro che favorevole per diversi mesi all’anno. «Fino a poco tempo fa c’erano neve, pioggia e nebbia – ricorda Primicerio –. Ci auguriamo che il meteo ci assista, che non ci siano ulteriori scoperte e che possiamo concludere il cantiere nel più rapido tempo possibile».
L’ambiente
Va considerata anche una procedura ambientale innovativa, per rispettare il territorio, che prevede di recuperare il materiale demolito e riutilizzarlo per i lavori. Procedura che richiede tempi più lunghi, senza utilizzare il materiale di cava. Ad oggi è stato effettuato l’80% delle demolizioni. Terminati i lavori della prima canna, il cui costo è di 130 milioni di euro finanziati dal Governo, gli automobilisti potranno percorrere in 6 minuti i 6 chilometri della galleria. Il 30% in meno dei tempi di percorrenza rispetto all’attuale tracciato per raggiungere l’Umbria. Poi arrivare in Toscana attraverso gli altri stralci della Strada dei due Mari. «Questo è uno dei più grandi cantieri della nostra regione, un collegamento strategico, di cui parlava anche Napoleone e ancora attuale, per unire Mare Adriatico e Tirreno – sottolinea Baldelli – per collegare i porti della Turchia e della Grecia con quello di Ancona e gli scali tirrenici. Si corre veloce verso l’apertura di una galleria sulla quale i cittadini avevano perso ogni speranza». Non a caso questa è stata definita l’incompiuta delle incompiute, ferma da più di 30 anni.




