Calabria

Un calabrese su cinque è offline e oltre la metà è senza competenze

L’ultimo rapporto Istat sulle competenze digitali e l’uso di Internet descrive un’Italia attraversata da divari profondi tra regressione demografica e differenze nette nell’uso delle nuove tecnologie. Scenari che stanno cambiando lentamente, ma inesorabilmente, la storia e la geografia sociale ed economica del Paese. Il passo differente non si apprezza solo lungo il sentiero dell’accesso al web, ma rappresenta un viaggio in mezzo agli inciampi anche in altri settori. La cicatrice s’allarga in mezzo ai declivi scavati dalle storiche disuguaglianze anche nel sociale, nell’economia nella sanità.
Certo, il dato di partenza è incoraggiante. Sostiene l’Istituto di statistica di Stato: il 54,3% degli italiani tra i 16 e i 74 anni possiede conoscenze digitali almeno di base. In un solo anno, l’aumento è stato di 8,4 punti percentuali, un salto in alto che consente di superare anche l’asticella media europea. È un segnale di movimento, quasi un sussulto. Ma basta spostare lo sguardo un poco più avanti, verso l’orizzonte fissato dall’Europa (con il minimo programmato a quota 80% entro il 2030) per capire quanto sia aspra la montagna da scalare. Perché le competenze digitali, in Italia, continuano ad avere una geografia variabile. Sono più diffuse tra i giovani, tra i laureati, tra gli occupati stabili. Sfumano, invece, con l’età, con un titolo di studio non elevato, con la fragilità delle condizioni sociali. Tra i ragazzi di 20-24 anni, oltre sette su dieci possiedono competenze di base.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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