Cabinovia in Valbisagno, primo round in maggioranza: ora il confronto si apre ai tecnici dei comitati

Genova. Sulla cabinovia in Valbisagno saranno coinvolti anche i tecnici di partiti e comitati del territorio in un vertice che dovrebbe tenersi prima della commissione consiliare in aula rossa, prevista ad oggi per giovedì 14 maggio. È la principale novità emersa ieri sera dalla riunione di maggioranza convocata a Palazzo Tursi dalla sindaca Salis col professor Pierluigi Coppola del Politecnico di Milano, coordinatore del team che ha redatto lo studio presentato a fine marzo.
Presenti alla riunione (rinviata dalla settimana scorsa) tutti i coordinatori e segretari provinciali delle forze che compongono la coalizione, i presidenti dei Municipi della Valbisagno Fabrizio Ivaldi e Lorenzo Passadore, alcuni consiglieri comunali e la giunta quasi al completo. Oltre 200 le osservazioni e le domande alle quali Coppola ha cercato di rispondere. Un incontro di circa due ore in un clima piuttosto tranquillo, secondo quanto trapela, anche se la maggior parte continua a nutrire perplessità sull’ipotesi di un sistema a fune come alternativa allo Skymetro avversato in campagna elettorale.
Ma l’elemento che potrebbe sparigliare le carte, come detto, è la volontà espressa da Coppola di coinvolgere subito i comitati, che sono già sul piede di guerra non solo per le critiche nel merito alla cabinovia, ma anche per la mancata partecipazione alla prima fase dello studio. La proposta consiste in un incontro insieme ai presidenti di Municipio, probabilmente in videoconferenza, da fissare già nei prossimi giorni. Si tratterebbe però di un confronto di natura tecnica più che politica, perché al tavolo sarebbero invitati soprattutto gli esperti indicati da attivisti e forze di maggioranza (al momento non si è parlato dell’opposizione).
Dopodiché i passaggi saranno quelli noti: commissione monotematica a Tursi la prossima settimana (probabilmente giovedì 14 maggio, ma la convocazione deve essere ancora ufficializzata) e commissioni nei due municipi coinvolti, Bassa e Media Valbisagno, con possibilità di sospendere i lavori per far intervenire la cittadinanza, secondo una prassi ormai consolidata. A tutti questi appuntamenti parteciperà anche la sindaca Silvia Salis, che fin dall’inizio ha scelto di “metterci la faccia” facendosi supportare dalle valutazioni tecniche.
Vento, piloni, tram: le risposte di Coppola alla maggioranza
Valutazioni tecniche che sono state al centro delle risposte fornite da Coppola ai rappresentanti della maggioranza. Il professore ha ribadito anzitutto che si tratta di uno studio e non di un progetto: il prossimo livello sarà il documento di fattibilità delle alternative progettuali che conterrà anche le analisi costi-benefici, e su quello potrà innestarsi una vera e propria consultazione pubblica per valutare gli impatti sociali.
La maggior parte dei dubbi riguarda il rischio di chiusure a causa del vento: secondo le prime stime si tratterebbe di 1-2 giorni all’anno, ma su questo punto, in assenza di dati ufficiali già disponibili, il Politecnico avrebbe già progettato un’indagine specifica sulla Valbisagno. Tra i dati emersi anche una precisazione circa l’impatto della cabinovia sul traffico privato, stimato in 2mila auto in meno al giorno rispetto allo scenario coi soli assi di forza.
Parlando di impatto visivo, Coppola ha spiegato che solo un pilone sarebbe alto 40 metri, quello davanti all’istituto Firpo-Buonarroti di Marassi (la scuola destinata alla demolizione con lo Skymetro), mentre gli altri sarebbero contenuti a quota 25-30 metri. In corso Sardegna sarebbe escluso l’abbattimento del palazzetto dell’Auxilium, dove dovrebbe sorgere la prima fermata al piano strada.
Al centro del dibattito anche il tram, il “grande escluso” su cui il comitato No Skymetro – ma non solo – continua a spingere. In particolare è stato chiesto perché non sia stata valutata l’ipotesi di realizzarlo allargando la strada sul Bisagno una volta completato lo scolmatore. Secondo Coppola il vincolo idrologico non potrà essere superato nemmeno con la messa in sicurezza del torrente, ma in ogni caso le prestazioni, nell’ipotesi di ottenere una via di transito riservata al 100%, sarebbero equivalenti a quelle del sistema bus rapid transit.
E proprio nel cosiddetto Brt, cioè l’asse di forza potenziato al massimo delle possibilità attuali, si annidano le speranze di molti sostenitori della giunta Salis che preferirebbero non misurarsi coi malumori suscitati dalla cabinovia sul territorio. Del resto la proposta del Politecnico è da intendere complementare al sistema dei bus elettrici, non sostitutiva. E alla fine, se la soluzione funiviaria non trovasse sufficiente approvazione e soprattutto finanziamenti ministeriali, la cara vecchia busvia in versione green potrebbe diventare l’unica soluzione percorribile.




