Friuli Venezia Giulia

cinquant’anni dopo, il cuore della rinascita batte a Gemona


Ci sono date che non sono semplici ricorrenze, ma ferite che il tempo ha trasformato in calli robusti, segni di una forza che non si sapeva di avere finché non è stata necessaria. Oggi il Friuli vive il giorno più solenne del suo ultimo mezzo secolo. Sono passati esattamente cinquant’anni da quei 59 secondi che, a cominciare dalle 20 e 59, rasero al suolo paesi interi, spezzarono quasi mille vite e cambiarono per sempre i connotati di una terra. 

Un’impresa collettiva

Oggi Gemona, una delle “capitali” del terremoto, non è più il cumulo di macerie che apparve agli occhi del mondo nel maggio del 1976: è uno dei centri nevralgici di un luogo che si ritrova per celebrare la ricostruzione e il valore della memoria. La cittadina sarà presidiata da un imponente dispositivo di sicurezza, coordinato dalla Prefettura di Udine insieme alla Protezione Civile regionale e alle forze dell’ordine. Il clima sarà di solennità composta. Non c’è, o non ci dovrebbe essere, spazio per la retorica; ci sarà invece la consapevolezza di aver compiuto, collettivamente, un’impresa che oggi viene studiata come il “Modello Friuli”.

Il luogo simbolo

Il centro di gravità di queste celebrazioni è, senza dubbio, la Caserma Goi-Pantanali. La struttura, che nel 1976 subì il tragico crollo di una palazzina causando la morte di 29 alpini, è stata designata come il fulcro logistico e simbolico del cinquantenario. La struttura ha già ospitato il 3 maggio la Santa Messa officiata dal cardinale Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, e si appresta a diventare il palcoscenico per grandi eventi previsti nei prossimi mesi, dal raduno triveneto degli Alpini di giugno fino alla grande esercitazione internazionale di Protezione civile di ottobre.

Le più alte cariche dello Stato

Il momento di massima tensione emotiva si raggiungerà nel primo pomeriggio, quando il volo presidenziale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella atterrerà all’aerobase di Rivolto, per poi dirigersi verso nord, dove sarà accolto dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. Il primo atto ufficiale sarà un omaggio silenzioso al Cimitero Monumentale. Qui, davanti alle steli che riportano i nomi di quasi 400 vittime, il Capo dello Stato deporrà una corona d’alloro.  Alle 17 l’attenzione si sposterà al Teatro Sociale, trasformato per l’occasione nell’aula del Consiglio regionale per una seduta straordinaria. Sono previste circa 330 autorità, ma il colpo d’occhio più significativo sarà quello garantito dalla presenza di 105 sindaci dei Comuni colpiti. Con le loro fasce tricolori, i primi cittadini rappresenteranno la continuità istituzionale di chi, cinquant’anni fa, decise che i paesi sarebbero dovuti sorgere, nella maggior parte dei casi, dov’erano prima. La seduta sarà trasmessa in diretta streaming e sarà possibile seguirla attraverso i maxischermi installati in piazza del Ferro, rendendo l’evento una vera cerimonia di popolo.

Il contorno

Previsto, salvo precipitazioni troppo consistenti, il sorvolo delle Frecce tricolori durante la seduta del consiglio regionale. In serata, il programma prevede un momento di raccoglimento religioso. Dopo il ritrovo istituzionale sotto la loggia comunale, un corteo raggiungerà il duomo per la Santa Messa di suffragio. Sarà l’ultima occasione ufficiale della giornata per piangere chi non c’è più, prima che domani il Friuli torni a guardare al futuro. Domani, infatti, la Goi-Pantanali si trasformerà di nuovo, ospitando il concerto gratuito di Andrea Bocelli: un inno alla gioia e alla rinascita che chiuderà idealmente il cerchio del dolore.
 

Il programma

ore 09:00 Sede ANA, via Scugjelàrs, deposizione corona al cippo eretto a ricordo degli Alpini deceduti durante il sisma del 1976.

ore 09:30 Piazzale Chiavola, alzabandiera e deposizione corona al monumento in ricordo delle vittime del terremoto e dell’opera di soccorso portata alla popolazione dal corpo nazionale dei Vigili del fuoco. 

ore 10:30 Caserma Goi-Pantanali, Santa Messa e commemorazione delle vittime in armi decedute a seguito del sisma.

dalle 17:00 Cinema Teatro Sociale, Consiglio regionale straordinario (evento su invito). In piazza del Ferro maxi schermo per diretta e discorso del Presidente della Repubblica.

ore 19:45 Ritrovo sotto la loggia comunale con trasferimento in duomo per la Santa Messa. A seguire formazione del corteo per raggiungere il cimitero comunale per ricordare le vittime del terremoto con l’accompagnamento dei canti del Coro Glemonensis.


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