Mikie Sherrill, la governatrice del New Jersey che ha sfidato la Fifa per difendere residenti e servizi pubblici
Mikie Sherrill, la governatrice democratica del New Jersey, non è una soccer mom. O almeno, non è la soccer mom, la mamma tutta tifo e pallone dei sobborghi urbani, che ci si potrebbe aspettare. Sherrill ama il calcio. Lo praticava da ragazza e ha una figlia che gioca nella squadra delle medie. La sua passione, come lei stessa ha detto, “non si estende però alla Fifa”. La governatrice dello Stato, dove si terrà la finale della Coppa del Mondo, è in effetti diventata la bestia nera della più potente organizzazione calcistica mondiale – e la vendicatrice, una sorta di Robin Hood, del contribuente del New Jersey.
Il calcio è in rapida espansione negli Stati Uniti. È il quarto sport più popolare, il terzo più seguito in TV. Il 40% delle famiglie americane ha un membro che solca i campi da calcio. Entro il 2030, gli Usa avranno cento squadre professionistiche. L’assegnazione dei Mondiali 2026 agli Stati Uniti, insieme a Canada e Messico, è stato il riconoscimento del nuovo status e un modo per stimolare futuri investimenti. La scelta dei tre Paesi è però avvenuta nel 2018. Prima quindi dell’esplosione dell’epidemia del Covid. Prima che le questioni dell’affordability, dell’accesso a beni e servizi diventassero così importanti nella politica americana. Prima che una nuova generazione di democratici progressisti assumesse responsabilità di governo un po’ ovunque negli Stati Uniti.
Mikie Sherrill non è una radical. Ha studiato da pilota, è stata ufficiale, ha servito in Europa. Dopo la laurea in legge, ha scelto la carriera di procuratore federale. Dopo sei anni al Congresso, nel 2025 è stata eletta governatrice del “Garden State”, dove si è trovata in eredità un bilancio statale traballante. Solo il New Jersey Transit, il sistema di trasporti pubblico, ha 200 milioni di dollari di deficit. La sua attenzione si è subito rivolta ai Mondiali. Il suo predecessore, un altro democratico, Phil Murphy, era stato molto generoso con Gianni Infantino, presidente della Fifa. Dopo aver piazzato la moglie Tammy a capo del Board organizzatore del torneo, e con l’aiuto di Jared Kushner, genero di Trump nativo del New Jersey, Murphy era riuscito a ottenere otto partite, tra cui la finale mondiale, per il gigantesco MetLife Stadium, dall’altra parte dell’Hudson, a pochi chilometri da New York City. L’ex governatore aveva, appunto, promesso molto. Una grande festa per la Fifa con vista su Statua della Libertà e grattacieli di Manhattan al Liberty State Park. Trasporti gratuiti per i possessori di un biglietto per il MetLife Stadium.
Sull’intesa è però caduta la scure di Sherrill, che prima ha cancellato la festa al Liberty Park e poi deciso di far pagare 150 dollari a chi userà i mezzi pubblici per recarsi alla partita. La decisione è stata applaudita da molti politici del New Jersey e accolta con favore dall’International Association of Public Transport, che sottolinea come eventi di questo tipo debbano servire a rafforzare le infrastrutture pubbliche. A non apprezzare sono quelli della Fifa, che dai Mondiali si attendevano entrate per 13 miliardi di dollari e che ora parlano di “effetto dissuasivo” che le scelte del New Jersey avranno sull’intera manifestazione.
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