Umbria

il sindacato annuncia azioni legali


A fronte della carenza di personale infermieristico, professionisti dell’assistenza domiciliare integrata vengono sottratti ai pazienti fragili per accompagnare le auto aziendali in officina, dai gommisti e ai centri di revisione. È la grave e paradossale situazione denunciata dalla Segreteria Regionale del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che ha formalmente trasmesso una diffida e messa in mora all’Azienda Usl Umbria 1.

“Non è una questione di flessibilità organizzativa, ma di rispetto delle competenze, dignità professionale e sicurezza delle cure”, si legge nel comunicato stampa diffuso oggi, 24 aprile 2026. Il sindacato ha annunciato azioni legali e segnalazioni per danno erariale se l’azienda non cesserà immediatamente queste prassi.

Il documento, indirizzato al Direttore Generale, al Direttore Sanitario, al Direttore Amministrativo e alla Direzione delle Professioni Sanitarie dell’Usl Umbria 1, denuncia una “gravissima criticità organizzativa” che penalizza il personale infermieristico dei servizi ADI.

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, nonostante il “Disciplinare aziendale per l’utilizzo dei mezzi di trasporto”, approvato con delibera n. 1326 del 31 ottobre 2023, preveda per il conducente solo il corretto utilizzo del mezzo e la segnalazione di eventuali anomalie, è emersa una prassi sistematica che vede gli infermieri impiegati in attività di natura prettamente meccanica, logistica e amministrativa.

Il NurSind ha evidenziato tre profili di criticità. Innanzitutto il demansionamento professionale: gli infermieri sono costretti a gestire la logistica delle manutenzioni, accompagnando i mezzi presso officine, gommisti e centri di revisione, attività estranee al profilo professionale definito dal D.M. 739/1994, dalla Legge 42/1999 e dal Codice Deontologico.

In secondo luogo, la compromissione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e la sicurezza dei pazienti. Sottrarre personale infermieristico all’assistenza diretta dei pazienti fragili per sopperire a carenze organizzative del parco macchine, in un periodo caratterizzato da cronica carenza di personale sanitario, rischia di compromettere gravemente i LEA.

Infine, il sindacato segnala i profili di responsabilità legale e assicurativa. L’infermiere alla guida di un’auto di servizio per mansioni non previste dal proprio profilo, come ad esempio il tragitto verso l’officina, potrebbe trovarsi esposto a gravi rischi legali e assicurativi in caso di sinistro, operando al di fuori delle proprie competenze contrattuali.

La denuncia si inserisce in un quadro nazionale e regionale drammatico. L’Umbria affronta una carenza strutturale di infermieri, con un fabbisogno insoddisfatto, un’età media del personale in aumento e una professione che perde attrattività a causa di retribuzioni tra le più basse in Europa e condizioni di lavoro gravose.

In questo scenario, il sindacato definisce “irrazionale e dannosa” la scelta organizzativa di distogliere gli infermieri dall’assistenza ai malati per farli perdere ore nella gestione del parco auto. “Situazioni come quella segnalata – avverte il segretario regionale del NurSind, dottor Marco Erozzardi – non solo compromettono la qualità dell’assistenza, ma rendono il sistema sanitario sempre meno attrattivo per i professionisti, con effetti diretti sulla tenuta futura dei servizi”.

Con la formale diffida, il NurSind intima all’Usl Umbria 1 la cessazione immediata di queste prassi organizzative e l’affidamento della logistica dei mezzi aziendali al personale tecnico e ausiliario preposto, o l’attivazione di apposite convenzioni esterne.

Il sindacato rileva inoltre che il “senso di responsabilità” dimostrato finora dagli operatori non può essere strumentalizzato per consolidare un utilizzo improprio della risorsa infermieristica.

“Il limite della tolleranza è stato superato”, ha dichiarato Erozzardi. In assenza di un immediato riscontro, il NurSind si riserva di adire le vie legali per tutelare i lavoratori e di segnalare agli organi competenti il possibile danno erariale derivante dall’utilizzo di professionisti sanitari per mansioni di natura logistico-operaia.

“Difendere il ruolo dell’infermiere – conclude il sindacato – significa difendere la qualità del servizio sanitario pubblico e garantire ai cittadini un’assistenza sicura, appropriata e rispettosa degli standard professional


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