a Corridonia cerca di soffocare la sorella, arrestato
CORRIDONIA La lite in casa sulla gestione della mamma allettata e con demenza senile sfocia in tentato omicidio. Il fratello tenta di soffocare la sorella, arrestato. La difesa: «Il cuscino lo ha preso per parare i colpi, è una persona tranquillissima, non farebbe male a una mosca».
L’intervento
È una vicenda ancora tutta da chiarire quella avvenuta giovedì mattina a Corridonia. Un vicino sentendo delle urla provenire da un’abitazione in cui vivono mamma e figlio ha chiamato il 112. Anche l’uomo, un ex operaio di 61 anni in pensione, ha chiamato il numero unico per le emergenze e quando i carabinieri sono arrivati sul posto lo hanno trovato seduto sulla sorella per immobilizzarla a terra.
La ricostruzione
Secondo quanto accertato dai carabinieri, l’aggressione sarebbe scaturita da un diverbio legato alle modalità di assistenza alla madre dei due, un’anziana donna allettata e affetta da demenza senile. Per i militari il 61enne, dopo essere stato rimproverato dalla sorella per il comportamento sgarbato tenuto verso il genitore, avrebbe reagito con violenza, spingendola a terra e premendole la testa contro il pavimento con un cuscino per soffocarne le grida. Secondo la ricostruzione dei militari il fratello ha mollato la presa solo dopo che la sorella ha finto uno svenimento evitando così conseguenze peggiori.
Poi l’ex operaio avrebbe contattato il 112 nel tentativo di precostituirsi una giustificazione, sostenendo di aver dovuto immobilizzare la sorella a causa di una presunta aggressività di quest’ultima, versione che sarebbe stata smentita dai rilievi effettuati sul posto.
La donna, soccorsa dal personale del 118 e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata, nel pomeriggio è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni. Anche il fratello è stato visitato nella stessa struttura, non riportando alcuna lesione. Al termine delle formalità di rito l’uomo è stato arrestato per tentato omicidio e su disposizione del pm Alessandra Alloggio è stato portato in carcere a Montacuto, ad Ancona. Da lì domani si collegherà con il gip Francesca Preziosi per l’udienza di convalida dell’arresto. Il 61enne è difeso dall’avvocato Stefano Simonetti del foro di Fermo. Giovedì, subito dopo i fatti, il corridoniano ha chiamato il suo legale.
L’altra versione
«L’episodio va inquadrato in un contesto più ampio. Alla base c’è un dissidio familiare pregresso», spiega Simonetti. Il 61enne vive con la mamma e la badante di lei, «la persona offesa avrebbe insistito per portare la mamma in Rsa, ma il fratello non vuole, ha paura che possa morire poco dopo e preferisce accudirla a casa. È stato lui a chiamare i carabinieri mentre avveniva il fatto – aggiunge il legale -. Ci sono delle telecamere in casa, a cui le sorelle hanno accesso con il cellulare, lui no, ma è stato lui stesso a chiedere ai carabinieri di acquisire le immagini per accertare come sono andati realmente i fatti».
Il difensore ha poi ribadito che da parte dell’uomo «non c’era la volontà di ammazzare la sorella. Lui ha detto di essere stato aggredito dalla sorella che era fuori controllo – ha aggiunto -. C’è stata una colluttazione iniziata dalla sorella, lui non aveva intenzione di ammazzarla, aveva un cuscino in mano che a suo dire ha usato per cercare di limitare gli effetti dell’aggressione, per ripararsi dai colpi della sorella, non per soffocarla».
La badante avrebbe assistito alla scena «ha detto che c’è stata una colluttazione – continua il legale – ma non c’era l’intenzione da parte del fratello di ammazzare la sorella». Incensurato, «è una persona tranquillissima – conclude l’avvocato Simonetti -, non farebbe male a una mosca, anzi direi che è una persona ingenua».




