Umbria

“Cosa facciamo oggi della libertà che altri hanno conquistato per noi?”


”Cosa facciamo, oggi, della libertà che altri hanno conquistato al nostro posto?” È questa, secondo il rettore dell’Università degli Studi di Perugia, la domanda che il 25 aprile rivolge ogni anno a ciascuno di noi. Una domanda che “non ammette risposte comode”, perché nasce “dal peso reale di quella storia – dal coraggio di uomini e donne che hanno scelto, in circostanze in cui la scelta aveva un costo altissimo, da che parte stare”.

In una nota diffusa in occasione della Festa della Liberazione, l’ateneo perugino ha voluto richiamare l’attenzione non solo sul valore della memoria, ma sull’impegno attivo che essa richiede. “Noi siamo gli eredi di quella scelta – scrive il rettore – e un’eredità, per essere onorata, va continuamente guadagnata”.

Il rettore ha voluto collegare il senso della Resistenza alla missione stessa dell’università pubblica. “Prendersi cura della propria missione significa, infatti, anche questo: ricordare da dove veniamo, e assumere quella memoria come impegno vivo nel presente”.

Un messaggio chiaro, che ribalta la logica della pura commemorazione. “La conoscenza non è un privilegio, il pensiero critico non è un lusso. Ogni persona – indipendentemente dalla provenienza o da quanto possiede – merita uno spazio in cui crescere, interrogarsi, costruire qualcosa di proprio”.

Ma questo, avverte il rettore, “non è mai stato un dato acquisito una volta per tutte. È qualcosa che ogni generazione accademica è chiamata a scegliere di nuovo, con gli strumenti del proprio tempo”.

Oggi, secondo il rettore, quei valori sono “nuovamente sotto pressione, in forme diverse da quelle di ottant’anni fa ma non meno reali”. Per questo “non basta commemorare: bisogna abitare questa data, farne una bussola”.

L’appello è a una verifica quotidiana e collettiva: “Bisogna tornare a chiedersi – come singoli, come comunità, come istituzione – se ciò che facciamo ogni giorno è coerente con ciò in cui diciamo di credere”.

Il rettore ha concluso la sua nota indicando la strada da seguire. “Il nostro preciso impegno oggi è contribuire a diffondere una cultura di pace non solo a parole, ma con scelte sostanziali, concrete, che riorientino il nostro sguardo”.

Un impegno che l’Università degli Studi di Perugia fa proprio in questa ricorrenza. “In questo 25 Aprile – si legge nella nota – l’ateneo si stringe attorno a chi quella libertà l’ha resa possibile. E rinnova, con umiltà e determinazione, il proprio impegno a esserne degno”.


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