Marche

slitta la sentenza per la strage di otto anni fa a Corinaldo. I giudici ordinano una nuova perizia


CORINALDO Doveva essere il giorno della sentenza, invece è stato tutto rinviato. Colpo di scena nel processo d’appello per i membri della Commissione di Vigilanza che nell’ottobre del 2017 aveva rilasciato la licenza di pubblico spettacolo alla Lanterna Azzurra, teatro della strage dell’8 dicembre 2018. Sei i morti e più di duecento feriti dopo il fuggi fuggi causato dalla propagazione dello spray urticante, utilizzato da una banda di rapinatori (già condannata in via definitiva) per strappare dal collo catenine d’oro.

L’analisi

In aula, ieri mattina, era tutto pronto per la camera di consiglio. Ma non c’è stata. O meglio, non ha portato al verdetto tanto atteso. Il collegio dei giudici ha infatti ordinato una nuova perizia tecnica. Il 21 maggio la nomina di uno o più consulenti. Dovrà essere analizzata l’interazione della folla con le balaustre presenti lungo il sistema rampa/scale dell’uscita di sicurezza numero tre. Ovvero quella dove si era creato il cosiddetto effetto-tappo, con l’ammassamento dei ragazzi che tentavano in tutti i modi di uscire dal locale di via Madonna del Piano, per la procura totalmente inidoneo, dal punto di vista strutturale e dei requisiti di sicurezza, ad ospitare eventi. Sotto il peso della calca, le balaustre erano crollate, facendo cadere i ragazzi gli uni sugli altri. Quasi sicuramente, la sentenza per gli otto imputati verrà emessa ormai dopo l’estate.

I reati

In primo grado le condanne (con la sospensione condizionale) erano arrivate solo per il falso, comprese tra i quattro mesi e un anno e due mesi di reclusione. Assoluzioni per i reati più gravi: il disastro e l’omicidio colposo. Il processo in appello si sta tenendo dopo ricorsi incrociati: da una parte quello della procura generale, che ha chiesto condanne più severe per gli imputati; dall’altra quello presentato dai difensori che hanno puntato soprattutto il dito contro l’errata gestione dell’emergenza e un sovraffollamento sregolato all’interno del locale dove si sarebbe dovuto esibire il trapper Sfera Ebbasta in un dj set.

Gli imputati

Sotto accusa ci sono i componenti della Commissione: Matteo Principi, ex sindaco di Corinaldo, Massimo Manna, responsabile del Suap, Francesco Gallo dell’Asur, Massimiliano Bruni, perito, Stefano Martelli della polizia locale e Rodolfo Milani, vigile del fuoco. Alla sbarra anche Francesco Tarsi, consulente della società che gestiva il locale, la Magic. Al processo partecipa anche, per la statuizioni civili, Quinto Cecchini, all’epoca socio della Magic, assolto in primo grado.




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