Friuli Venezia Giulia

Il Pd guarda alle prossime regionali, toccherà a Conti costruire l’alleanzaa

“La conferenza programmatica è l’appuntamento più importante che noi abbiamo davanti insieme al referendum, il partito sui territori è mobilitato con iniziative pubbliche ma serve un lavoro capillare con le persone”. Lo ha detto ieri sera a Palmanova la segretaria regionale dem del Friuli Venezia Giulia Caterina Conti, chiudendo la direzione regionale del partito che, con il voto unanime e un applauso, ha le ha consegnato il pieno e formale mandato a costruire la coalizione che sfiderà il centrodestra alle prossime regionali nel 2028, o forse nel 2027 in caso di dimissioni del presidente Fedriga.

“C’è il tempo per il candidato”

“L’alleanza, il programma e il candidato – ha spiegato la segretaria – sono un percorso che procede in parallelo, poi c’è da tenere vicine varie forze politiche ma anche da rivitalizzare un sistema di relazioni indispensabili”. Un lavoro intenso e complesso per i dirigenti del partito. Certo, ha riconosciuto Conti, “il candidato presidente non si inventa da un giorno all’altro ma i tempi ci sono. La Conferenza programmatica è partita e ci stiamo dando una piattaforma per le nostre proposte alla società regionale e anche al resto della coalizione, su temi come sanità, sicurezza, economia, giovani”. Per quanto riguarda i rapporti interni tra il partito e il gruppo consiliare, c’è stata sintonia tra l’invito di Conti a fare “un’opposizione più incisiva in Consiglio regionale e più coordinata con il partito” e la richiesta del capogruppo in consiglio regionale Diego Moretti di “definire con il partito una linea e i temi”, su cui “in alcuni casi abbiamo impostazioni da portare a sintesi”, senza mancare di ribadire che il gruppo “ha fatto tante proposte e votato unito per centinaia di volte”.

Conti durante il suo intervento

Verso il referendum

La segretaria ha tratteggiato lo scenario internazionale, con l’accento sui quattro anni di guerra contro l’Ucraina da sostenere, la preoccupazione per la crisi del multilateralismo e l’Europa da rilanciare. Sul piano nazionale, evidenza alla crisi della democrazia e distanza tra cittadini e politica, ma riconoscimento alla segretaria nazionale Schlein di un’opposizione forte e di incalzare le contraddizioni di Giorgia Meloni nel rapporto con Trump e con i sovranisti. Gli interventi hanno sottolineato punti specifici rilevanti, dalla postura verso le provincie restaurate, su cui ancora aleggia il dubbio delle elezioni, ai Comuni portatori di identità e al loro rapporto con una “Regione che ha figli e figliastri”, evocata anche dal presidente dell’assemblea Franco Lenarduzzi. E poi l’autonomia speciale da esercitare, come ha rilanciato il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, ma anche la casa, le infrastrutture, l’Ater che ha “migliaia di appartamenti sfitti”, fino alle pari opportunità. Appuntamento a marzo per il referendum e ad aprile per lo show down della conferenza programmatica


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