Marche

il pacco destinato a un detenuto di Montacuto finisce sotto sequestro


ANCONA All’apparenza sembravano dei normalissimi succhi di frutta, di vari guasti. Un regalo per un detenuto arrivato per posta, martedì pomeriggio, con un pacco. Dentro però nascondeva sorprese, sei cellulari che qualcuno ha provato a fare entrare nel carcere di Montacuto in maniera illegale. Erano stati messi sottovuoto, in bustine di plastica poi immerse nel liquido dei succhi di frutta.

 Il nascondiglio

Erano dentro i brick da un litro, sigillati e nuovi di zecca. Uno stratagemma astuto per far passare i telefonini inosservati. Ma il controllo degli agenti della polizia penitenziaria ha funzionato. Il pacco era destinato a un detenuto di origine nigeriana, al reparto di massima sicurezza, dove si trovano anche detenuti per reati di mafia. Come è arrivato, tramite posta, è stato sottoposto a controllo. Il mittente non c’era, non era indicato nella spedizione fatta.

Il poliziotto che lo stava controllando ha intuito che c’era qualcosa di strano. A insospettirlo è stata proprio la mancanza del mittente. Analizzando a fondo i brick ha deciso di aprirne uno e dalla fessura ha visto che dentro c’erano bustine di plastica. A quel punto ha aperto tutta la confezione e ha trovato i primi cellulari. Aprendo anche gli altri bick c’era il resto dei dispositivi e un caricabatterie.

In tutto cinque telefonini e uno smartphone, tutti funzionanti e dotati anche di sim, pronti per navigare su internet e per chiamare gente fuori dal carcere. Con i cellulari il detenuto avrebbe potuto comunicare liberamente eludendo tutte le regole del regime di alta sicurezza. Le confezioni sono sembrate un po’ troppo pesanti. I dispositivi erano stati sigillati sottovuoto e poi immersi nel liquido, per non farli rilevare ai controlli e farli sembrare parte del contenuto.

Tutto modificato ad arte per far arrivare la merce come nuova dentro al carcere. I cellulari sono stati immediatamente sequestrati e messi sotto custodia. Il detenuto destinatario del pacco è stato denunciato per intromissione di dispositivi vietati all’interno di un istituto penitenziario. Ora si cerca di capire da chi è partito il pacco.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »