Via dei Salici, Rete Civica: “La verità che brucia: anni di errori scaricati sulla periferia”
“Il centro di raccolta di via dei Salici non è mai stato solo un’infrastruttura. È stato, fin dall’inizio, il simbolo di un metodo: quello di scaricare sulle periferie scelte calate dall’alto, senza ascolto, senza rispetto, senza visione”, denuncia Rete Civica. “Dal 2015 a oggi, i cittadini della zona 167, insieme ai comitati, hanno fatto ciò che le istituzioni non hanno voluto fare: vigilare, denunciare, opporsi. Hanno segnalato criticità, sollevato dubbi, chiesto equilibrio e giustizia territoriale. In cambio hanno ricevuto silenzi, ritardi, scaricabarile.
Nel 2017 ci è stata raccontata come una soluzione. Ma quella “soluzione” non ha mai risolto nulla. Negli anni, le problematiche sono rimaste tutte: gestione discutibile, impatto sul territorio, manutenzione carente, contesto urbano degradato. E mentre il quartiere continuava a pagare il prezzo più alto, qualcuno continuava a far finta di non vedere. Oggi, però, la realtà presenta il conto. I recenti controlli della Guardia Costiera hanno fatto emergere criticità che confermano, nero su bianco, ciò che i cittadini denunciano da anni. Non più opinioni. Non più allarmi ignorati. Ma fatti.
E allora la domanda è semplice, brutale, inevitabile: servivano davvero anni e controlli esterni per accorgersi di ciò che era evidente fin dal primo giorno? Questa vicenda certifica un fallimento politico e amministrativo. Non di un singolo atto, ma di un intero modo di governare le periferie: considerate utili solo quando devono sopportare e votare, mai quando devono decidere. La battaglia non è mai stata contro un centro di raccolta. È sempre stata contro un principio inaccettabile: quello per cui alcuni quartieri valgono meno di altri. Noi non ci fermeremo ora. Perché la vera questione resta aperta: quante altre scelte sbagliate dovranno ancora pagare i cittadini delle periferie prima che qualcuno si assuma davvero le proprie responsabilità?“
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