Trentino Alto Adige/Suedtirol

«Modello da estendere a tutti i Comuni»


CASTELROTTO. L’associazione dei consumatori Robin accoglie con favore la decisione del Comune di Castelrotto di modificare il regolamento del servizio di fognatura, introducendo criteri più severi per l’installazione dei separatori di grassi negli esercizi di ristorazione. La soglia dell’obbligo scende infatti da 200 a 50 pasti serviti al giorno.

Secondo Robin, la scelta rappresenta un esempio da seguire per tutti i Comuni dell’Alto Adige, perché punta a ridurre i costi causati dai depositi di grasso nelle reti fognarie e negli impianti di depurazione. «Chi produce grassi deve farsi carico anche dei costi che ne derivano, non l’intera collettività», afferma il direttore Walther Andreaus.

Robin ricorda che il Comune di Castelrotto sostiene ogni anno circa 45 mila euro di spese aggiuntive per il lavaggio delle condotte e la rimozione delle ostruzioni provocate dai grassi. A livello provinciale, aggiunge l’associazione, i costi potrebbero raggiungere diversi milioni di euro e finirebbero per gravare sulle famiglie attraverso le tariffe del servizio idrico.

L’associazione apprezza inoltre il richiamo alla norma tecnica UNI EN 1825, che prevede il dimensionamento dei separatori in base all’effettivo utilizzo delle cucine e al numero reale dei pasti serviti durante la giornata. Un criterio ritenuto più aderente alla realtà rispetto a soglie fisse.

Infine Robin invita il Consorzio dei Comuni e l’HGV a prendere come riferimento il regolamento adottato da Castelrotto per aggiornare quello provinciale, chiedendo anche un maggiore supporto della Provincia nelle attività di controllo. Per Andreaus, «prevenire costa molto meno che riparare i danni» e il principio del “chi inquina paga” può così tradursi in un risparmio per cittadini e ambiente.

(foto Ansa)


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