Marche

dita ricostruite a un 20enne con un intervento prodigio a Torrette

ANCONA – Ricostruire due nervi fondamentali e riparare 11 tendini in un’unica operazione. È stato questo il delicato intervento affrontato nella notte di venerdì scorso all’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, dove l’équipe della Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano si è trovata a gestire una lesione particolarmente grave alla mano destra di un giovane di 20 anni. Il ragazzo era rimasto ferito durante un accoltellamento avvenuto nel corso di una rissa a Fano.

Il rischio

La ferita aveva interessato contemporaneamente numerose strutture anatomiche fondamentali per il movimento e la sensibilità della mano, con il serio rischio di una compromissione permanente della funzionalità dell’arto. A intervenire sono stati il dottore Andrea Marchesini e il dottore Cesare Foggetti, entrambi in servizio di reperibilità quella notte, appartenenti al reparto diretto dal professore Michele Riccio. L’intervento ha visto anche il supporto anestesiologico della dottoressa Elisa Compagnucci. Nel corso della complessa procedura microchirurgica, i due specialisti hanno eseguito la ricostruzione dei nervi mediano e ulnare, fondamentali per la sensibilità e la funzionalità della mano, e la riparazione di 11 tendini, strutture indispensabili per il movimento delle dita e dell’arto. «La lesione del paziente era complessa – spiega il chirurgo Marchesini – abbiamo ricostruito 11 tendini flessori e i nervi principali della mano che rischiava di rimanere paretica. In questo modo abbiamo restituito la funzionalità delle dita. Senza l’intervento ne avrebbe perso l’utilizzo». Non è il primo caso di questa tipologia di operazioni ma questa volta il paziente era particolare «perché vittima di una violenta aggressione – ha aggiunto Marchesini -. La lama gli era arrivata fino all’osso. L’intervento è iniziato alle 21 e lo abbiamo fino all’1.30». È durato quasi 5 ore. Un intervento particolarmente delicato, nel quale precisione e tempestività erano determinanti per cercare di preservare il più possibile la funzionalità della mano del giovane.

Una notte di emergenze

Quella di venerdì non è stata una notte impegnativa soltanto per la Chirurgia della Mano. Nelle stesse ore, infatti, l’ospedale ha dovuto affrontare contemporaneamente numerose urgenze ed emergenze di diverse specialità. È stato necessario aprire più sale operatorie contemporaneamente e richiamare in servizio i tre anestesisti reperibili. Un impegno straordinario che ha coinvolto anche il personale infermieristico di guardia attiva e quello reperibile, chiamato a garantire assistenza su più fronti contemporaneamente.




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