Friuli Venezia Giulia

Caro energia, in luglio +12% in bolletta. Pascolo “serve una strategia nazionale”

PORDENONE – Il caldo torrido di queste settimane, con impianti di climatizzazione accesi ovunque, non sarà l’unico fattore a pesare sulle bollette di famiglie e imprese. A luglio si registra infatti un aumento medio del 12% delle forniture elettriche, in un contesto aggravato dalle tensioni internazionali e dal blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita il 20% del GNL mondiale.

«Le conseguenze si vedono ogni giorno: nel carrello della spesa, nei carburanti, nelle bollette di luce e gas», osserva Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Imprese Pordenone. «Il quadro è preoccupante e richiede una strategia nazionale di lungo periodo, perché gli aumenti stanno mettendo in difficoltà sia le imprese che le famiglie».

A fotografare la situazione è il CAEM, il Consorzio che negozia le tariffe energetiche per migliaia di aziende italiane. L’analisi dei costi mensili per kWh mostra incrementi significativi:
• +14,2% per un’azienda della lavorazione della pelle,
• +10,3% per una metalmeccanica,
• +10% per una del legno,
• +8,7% per un’attività di acconciatura.
Considerando il periodo aprile–luglio, l’aumento medio oscilla tra +15% e +20%, con un impatto analogo anche per le famiglie.
«Per quanto il CAEM possa fare, negoziando le tariffe per le sue 7.500 imprese, gli aumenti restano evidenti», prosegue Pascolo. Nel 2025, il Consorzio ha garantito un risparmio complessivo di 5,4 milioni di euro, pari a circa 800 euro per impresa, riducendo la bolletta annuale dell’8% rispetto ai costi medi di mercato e del 15% rispetto al costo della materia prima. Solo nel pordenonese il beneficio è stimato in poco meno di 300 mila euro per le imprese e diverse decine di migliaia di euro per le famiglie aderenti agli accordi di fornitura energetica.

«Superare il marginal price: non è equo pagare l’energia al costo della fonte più cara»
Pascolo ribadisce la necessità di intervenire sul meccanismo del prezzo marginale, che oggi determina il costo dell’energia sulla base della centrale più onerosa, spesso quella a gas. «Non è giusto che tutti paghino l’elettricità al prezzo della fonte più costosa. Chiediamo che il prezzo venga calcolato sulla base di una media ponderata delle centrali che offrono energia in borsa. È un tema complesso, con interessi diversi, ma non possiamo ignorare un sistema che penalizza imprese e famiglie».
Accanto alla revisione del marginal price, Confartigianato Pordenone chiede di accelerare su rinnovabili ed efficientamento energetico, strumenti indispensabili per ridurre la dipendenza dalle fonti più costose.

Autoproduzione e comunità energetiche: «Una strada già tracciata, va sostenuta»
Nel 2024 Confartigianato ha avviato la comunità energetica ACERTA, dedicata all’autoproduzione e all’autoconsumo tramite impianti fotovoltaici, con la possibilità di accedere a incentivi dedicati. «L’interesse verso l’autoproduzione è evidente: grazie ai contributi Pnrr, molte piccole imprese e famiglie hanno installato impianti fotovoltaici per ridurre i costi e contribuire alla sostenibilità ambientale», ricorda Pascolo.

Da qui la richiesta al Governo: «Una parte significativa dei 14 miliardi di euro di scostamento di bilancio chiesti all’Europa deve essere destinata a sostenere l’autoproduzione energetica. È un investimento strategico: rende il Paese più autonomo e valorizza migliaia di piccoli impianti sui tetti di aziende e abitazioni, che insieme possono fare la differenza».

«Imprese e famiglie non possono affrontare da sole questa tempesta energetica»
«Le nostre imprese stanno facendo la loro parte, ma non possono affrontare da sole una tempesta energetica che nasce da dinamiche globali. Servono misure immediate per contenere le tariffe e una visione strutturale che premi chi investe in autonomia energetica», conclude Pascolo.




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