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Harrison Ford è stata la seconda scelta per Indiana Jones. Il “prescelto” era un altro attore-icona

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Steven Spielberg rivela che Tom Selleck fu la prima scelta per Indiana Jones: aveva già il ruolo, ma un contratto CBS con Magnum P.I. glielo impedì.

3 Giugno 2026 16:30

A quarantacinque anni dall’uscita di I predatori dell’arca perduta, uno dei personaggi più iconici della storia del cinema sta per essere letto in modo leggermente diverso. Nel corso di un’apparizione al podcast IMO with Michelle Obama and Craig Robinson, Steven Spielberg ha raccontato per la prima volta con questa chiarezza quello che molti nel settore sapevano in forma frammentata: Harrison Ford non era la prima scelta per Indiana Jones. Quella parte, quando Spielberg e George Lucas stavano costruendo il film nel 1981, era già stata assegnata a qualcun altro. Un attore che in quegli anni aveva un volto altrettanto riconoscibile, uno stile molto diverso, e un contratto televisivo che avrebbe cambiato la storia del cinema.

Tom Selleck, Magnum PI, seduto sul cofano della sua Ferrari
Tom Selleck, Magnum PI, seduto sul cofano della sua Ferrari

Il provino che convinse tutti

Il nome è quello di Tom Selleck, e la storia è più avanzata di quanto si sapesse. Non si trattò di un semplice interesse o di una valutazione: Spielberg e Lucas lo chiamarono, lo fecero leggere il copione, gli fecero fare il provino. “Venne, lesse per la parte. Fu bravo. Il suo provino fu ottimo. Mi piacque molto”, ha raccontato il regista. Selleck stesso, nel suo libro di memorie You Never Know del 2024, ha descritto quel momento con dettagli precisi: Spielberg gli consegnò il copione di persona, invitandolo a leggerlo nell’ufficio del regista. Era arrivato alla pagina otto quando si era reso conto di avere tra le mani qualcosa di eccezionale. Il ruolo fu offerto ufficialmente. “Volevamo Tom. Abbiamo dato il ruolo a Tom”, ha detto Spielberg.

Il contratto CBS che cambiò la storia

Poi arrivò il problema. Selleck aveva già firmato con la rete televisiva CBS per interpretare il detective Thomas Magnum nella serie Magnum P.I., e nessuno se ne era accorto prima. Non Spielberg, non Lucas: il contratto era lì, valido, vincolante. Peggio ancora: nel momento in cui Bob Daly, vicepresidente esecutivo della CBS, venne a sapere dell’offerta cinematografica ricevuta da Selleck, fece partire immediatamente la produzione di Magnum P.I. per impedire a qualsiasi accordo alternativo di trovare spazio. La serie andò avanti per otto stagioni, dal 1980 al 1988, e Selleck ne fu il volto principale per tutto quel periodo. Le corde del destino, come le ha chiamate Spielberg, non si incrociarono.

Senza baffi

C’è un dettaglio che Spielberg ha aggiunto quasi di passaggio, e che dice qualcosa di interessante su come immaginava il personaggio. Il regista ha precisato che, se Selleck avesse accettato il ruolo, non gli avrebbe permesso di tenere i suoi iconici baffi. Un elemento che per Selleck era già allora parte integrante della sua identità pubblica, e che in Magnum P.I. sarebbe diventato uno dei tratti visivi più riconoscibili della televisione americana degli anni Ottanta. Spielberg ha scherzato sul fatto che forse, dopo il successo del film, Selleck avrebbe potuto rivendicare il diritto di tenerli, ma quello sarebbe stato un discorso molto diverso.

Come Harrison Ford ottenne il ruolo

La svolta arrivò attraverso George Lucas. Il regista di Guerre stellari invitò Spielberg a una proiezione privata di L’impero colpisce ancora, e fu in quella sala che Spielberg vide Harrison Ford sullo schermo e capì di aver trovato il suo Indiana Jones. Ford aveva già lavorato con Lucas in American Graffiti e con Spielberg indirettamente nella galassia di Guerre stellari, ma questo fu il momento decisivo. Il resto è storia: cinque film dal 1981 al 2023, un personaggio diventato parte del patrimonio cinematografico globale, e un attore così identificato con quel ruolo che oggi, come ha detto lo stesso Spielberg, è praticamente impossibile immaginarlo interpretato da chiunque altro.

“Il World Series delle delusioni”

Tom Selleck non ha mai negato che la vicenda fu dolorosa. Nel suo libro di memorie l’ha definita “il World Series delle delusioni”, un’espressione che cattura bene la proporzione di quello che sentì perdere. Ma nel tempo ha trovato un equilibrio diverso. “Puoi farti vittima, oppure sorridere e dirti che è piuttosto ironico”, ha dichiarato in una vecchia intervista, aggiungendo che aveva comunque davanti a sé un lavoro straordinario con Magnum P.I. Un ruolo che, a distanza di decenni, gli appartiene esattamente come Indiana Jones appartiene a Ford.


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