Il piano americano per il Napoli: “Si parte dal Maradona”. Ma De Laurentiis non vuol vendere
Una lunga intervista per spiegare la sua idea di Napoli e del Napoli. Matt Rizzetta, fondatore e managing partner di Underdog Global Partner e presidente tra l’altro del Napoli Basket, ne ha parlato nel podcast di Bloomberg Business of Soccer. Il progetto è quello svelato nei giorni scorsi: basket e calcio insieme ma soprattutto l’idea di intervenire sulle infrastrutture, un nuovo Palazzetto dello Sport e soprattutto la riqualificazione del Maradona.
L’offerta a De Laurentiis
La sostanza, però, racconta di un’offerta (da 2 miliardi e 200 milioni di euro) che Aurelio De Laurentiis non ha preso in considerazione. Il presidente del Napoli non intende vendere il club e va avanti con tanti progetti della stagione del centenario che durerà un anno intero e non si esaurirà l’1 agosto, la data di fondazione sulla carta. Rizzetta ha parlato del suo rapporto con De Laurentiis costruito nel corso di questi mesi: “Abbiamo passato sei mesi a conoscere la famiglia De Laurentiis per la quale ho così tanto rispetto. De Laurentiis ha comprato il club circa 20 anni fa dal fallimento e lo ha trasformato in uno dei primi 30 marchi di calcio più preziosi al mondo. Sono andato a parlare con lui senza alcun interesse egoistico all’epoca. Gli ho detto che saremmo stati pronti a collaborare. Poi le conversazioni si sono evolute e trasformate in qualcosa di più serio, ma vedremo come andrà. De Laurentiis mi ha sempre parlato di un concetto al di là dei numeri. Lui si riferisce all’importanza di un grande club come il Napoli che è il punto cruciale di ogni nostro discorso. De Laurentiis me lo ha ribadito: ‘Ho una responsabilità verso i 100 milioni di napoletani in tutto il mondo, la maggior parte dei quali sono sostenitori del Napoli e tifosi’. Se questo club verrà mai ceduto, sarà importante farlo alla persona giusta. Ho capito quanto ci sia un profondo senso di responsabilità e questo mi motiva nel dimostrare che sono la persona giusta”.


Il muro alzato da De Laurentiis
Dalle parole di Rizzetta traspare, dunque, la voglia di avere ancora un dialogo con De Laurentiis che però ha innalzato un muro. Il numero uno azzurro ha espresso un concetto chiaro al termine di Napoli-Udinese: “Più che i soldi, serve il cuore”, spiegò parlando delle voci dell’offerta americana che è collegata ovviamente alla ristrutturazione dello stadio Maradona, come confermato pure da Rizzetta: “Lo stadio è stato costruito alla fine degli anni 50 (inaugurato nel 1959, ndr) e non ha mai subito interventi di riqualificazione considerevoli. Si parla dell’Italia che si candida per gli Europei 2032 e gli stadi sono un problema un po’ ovunque. Napoli è la terza città più grande d’Italia e deve essere ovviamente ospitante. Quindi la prima cosa che faremmo – abbiamo avuto conversazioni avanzate con la città e con il sindaco – è l’investimento nelle infrastrutture per portare davvero quello stadio a diventare uno dei gioielli del calcio europeo. Penso pure ad accademie giovanili e cose di questo genere. Il talento calcistico proviene quasi sempre da Roma in giù. Napoli è un marchio internazionale, è la città più giovane di tutta Italia e parte tutto dalle strutture. La nostra visione sarebbe quella di rinnovare lo stadio esistente. C’è molto terreno attorno che può essere ottimizzato. E ovviamente hai il marchio Maradona che è una grande opportunità commerciale”.
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