Umbria

Superlega, la Sir ed Argilagos si separano. Ma sarà solo un arrivederci


Un anno per “studiare” da titolare e magari riproporsi in bianconero ad alti livelli. La Sir Susa Scai Perugia non è assolutamente intenzionata a rinunciare in maniera definitiva alle doti di Bryan Argilagos e ha deciso di trasferirlo a Cuneo con la formula del prestito.

Un opportunità che il giovanissimo palleggiatore (è sbarcato a Pian Di Massiano a soli diciotto anni di età) si è costruito e meritato in una stagione in cui non è stato impiegato molto, riuscendo però a cogliere al meglio i pochi attimi fuggenti lasciati da capitan Giannelli.

In ogni caso quella con i Block Devils è stata un’esperienza che non dimenticherà mai: al suo primo anno con un club di serie A1 ha vinto Scudetto, Champions League, Mondiale per Club e Supercoppa.

Un bottino incredibile che gli consentirà di affrontare l’avventura in Piemonte con la massima carica agonistica e di portarsi dietro un bagaglio importante se non fondamentale.

“Sì, questo è stato il mio primo anno di Superlega – ha spiegato Argilagos – e aver fatto parte di un club come la Sir è stato veramente indescrivibile, sono grato di aver fatto parte di questa squadra. Cosa mi porto dietro? Tutto! Tutto quello che è successo, tutti i momenti difficili, quelli un po’ più semplici, tutti i consigli tecnici, mentali… porto dietro tutti i miei compagni che mi sono stati vicino e soprattutto, per il mio futuro, voglio portarmi dietro la professionalità con cui abbiamo affrontato questa stagione. Tutto lo staff e tutti gli atleti sono stati veramente una fonte di ispirazione e quindi soprattutto questo è quello che voglio portarmi dietro!”.

I progressi, sul piano tecnico e mentale, sono stati notevoli:

“Tecnicamente mi sento cresciuto un po’ in tutto, a livello di alzate, di muro, difesa e anche battute. Mi ricordo che ad inizio anno la battuta era un po’ il mio punto debole e mattina dopo mattina, insieme a Massimiliano Giaccardi, abbiamo trovato un po’ di continuità e un po’ di costanza e quindi sono contento di ciò, quindi sì, mi sento cresciuto un po’ in tutto e ovviamente so che c’è ancora da migliorare”.

Il tutto grazie anche all’aiuto di un allenatore importante: 

“Il rapporto con Angelo è stato bellissimo, è stato veramente un punto di riferimento, mi ha aiutato sempre, non mi ha mai fatto pesare il fatto di essere magari “un po’ più piccolo”, un po’ più indietro, mi ha sempre trattato come gli altri e di questo son contento, Gli auguro veramente il meglio, so che lui crede in me, e spero di non deluderlo e di ripagare la sua fiducia!”.

Molto ci hanno messo anche i compagni, che hanno messo il regista nelle condizioni di esprimersi al meglio specie in allenamento:

“Con la squadra si è instaurato un bellissimo rapporto, cosa che per me non era scontato, essendo un ragazzino di 19 anni, stare in mezzo ad adulti di 30, con famiglia, non era semplice, ma loro sono stati veramente i numeri uno, sono stati sempre socievoli con me, mi hanno sempre integrato col gruppo e devo veramente tanto, a tutti quanti! Mi sono legato talmente tanto che alla cena di fine anno con la squadra, ognuno di noi faceva un piccolo discorso e io mi sono emozionato, mi sono messo a piangere, cosa che non succedeva da anni e questo per me è significato veramente tanto, io li ringrazio con tutto il cuore perché sono stati veramente i numeri uno! A livello personale e anche dentro il campo, dei professionisti assoluti!”.

Bryan conclude elencando i momenti più belli di questa stagione:

“Se dovessi chiudere gli occhi e pensare al momento più bello di quest’anno faccio fatica. Faccio fatica perché mi vengono in mente il mio esordio a Piacenza oppure la Coppa del Mondo in Brasile. Poi c’è stato lo scudetto, la Champions… son tutte emozioni indescrivibili, forti. Forse a livello personale, come mi sono sentito bene, felice e ho sentito proprio il volermi bene dal pubblico e dai miei compagni è stata la gara di ritorno dei quarti di Champions contro Guaguas che sono entrato sul 23 pari e ho fatto un muro su Osmany e lì forse è stato il momento migliore”. 

 




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