Sicilia

È morto Gelardi, il direttore che pensava al carcere come una «casa di vetro»

È morto Antonio Gelardi, 68 anni direttore del carcere di Augusta prima e di Piazza Armerina poi, figura di riferimento dell’amministrazione penitenziaria siciliana fautore degli istituti penitenizaria come «case di vetro»

Gelardi ha sempre creduto nella pena con rieducativa e riabilitativa per questo ha aperto e porte del carcere ad innumerevoli attività. A Piazza Armerina aveva creato all’interno dell’istituto penitenziario una mediateca dove i detenuti potevano consultare libri, suonare uno strumento, dipingere e socializzare.

Laureato in giurisprudenza all’università di Catania era stato colpito da una malattia che lo aveva costretto in sedia a rotelle. Nonostante ciò aveva continuato a lavorare e a spostarsi con la sua macchina attrezzata come un piccolo ospedale. È stato trovato senza vita nel pomeriggio di ieri in una strada del quartiere Pizzuta, a Siracusa a bordo del mezzo elettrico che utilizzava per spostarsi in città. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colto da un improvviso malore. Nonostante l’arrivo del 118 allertato da alcuni passanti i medici non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso.

Gelardi era andato in pensione nel dicembre 2022 dopo una lunga carriera nell’amministrazione penitenziaria. Durante il suo incarico si era distinto per l’impegno nel promuovere percorsi di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e per una visione del carcere aperta al dialogo con il territorio, sintetizzata nel concetto di «casa di vetro».

Esperto di giustizia riparativa, era conosciuto anche come giornalista pubblicista, formatore e musicista. Numerosi i messaggi di cordoglio giunti dalle comunità di Augusta e Piazza Armerina.


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