Scienza e tecnologia

XODUS 2027: il GDR sci-fi erede di Mass Effect con la dilatazione temporale di Interstellar




Segui Smartworld su Google

C’è un vuoto nel cuore di chi ha amato Mass Effect che nessuno è riuscito a colmare davvero. Non Mass Effect Andromeda, che nel 2017 aveva deluso anche i fan più generosi. Non i vari tentativi del genere che si sono succeduti negli anni. Quel vuoto ha un nome preciso: un GDR di fantascienza con una narrativa adulta, un cast di personaggi indimenticabili, scelte morali che pesano, un universo costruito con cura certosina e un sistema di combattimento che sa essere spettacolare senza perdere di profondità. EXODUS, sviluppato da Archetype Entertainment e atteso per inizio 2027, ha tutte le carte in regola per essere finalmente quella risposta. Lo abbiamo visto in anteprima prima del Future Games Show Summer Showcase del 6 giugno 2026, e quello che abbiamo visto è convincente.

Il legame con Mass Effect non è casuale né superficiale: dietro Archetype Entertainment ci sono James Ohlen, Chad Robertson e Drew Karpyshyn, tutti ex BioWare dell’epoca d’oro.

Karpyshyn in particolare è stato lead writer dei primi due Mass Effect e di Star Wars: Knights of the Old Republic. Non è una coincidenza che EXODUS sembri, a tratti, una lettera d’amore a quella trilogia. Ma è anche qualcosa di più, e di diverso.

Vuoi ascoltare il riassunto dell’articolo?

Un universo costruito per durare

Prima di parlare del gameplay, vale la pena capire su cosa poggia EXODUS, perché la solidità del suo universo narrativo è uno degli elementi più impressionanti del progetto.

Siamo nell’anno 40.000 circa. L’umanità, costretta ad abbandonare una Terra morente nel 2200, ha colonizzato l’ammasso stellare di Centauri nel corso di millenni di migrazioni interstellari. Nel tempo, alcune linee umane si sono evolute artificialmente attraverso la bioingegneria, dando origine ai Celestial: specie divergenti dall’umanità originale, tecnologicamente superiori, che guardano ai loro antenati come a dei primitivi da emarginare o eliminare.

Tra queste specie, gli Elohim erano emersi come potenza dominante, costruendo una rete interstellare capace di collegare tutti i sistemi abitati, prima di sparire misteriosamente.

I loro Reperti, tecnologie perdute di incommensurabile potere, sono ora l’oggetto della caccia dei Traveler, una fazione di esploratori e recuperanti che viaggiano di pianeta in pianeta per ritrovare ciò che è andato perduto.

L’universo di EXODUS non esiste solo nel videogioco: si è già espanso in romanzi scritti da Peter F. Hamilton, uno dei più importanti autori di fantascienza contemporanea, in libri di gioco di ruolo da tavolo e persino in un episodio della serie animata Secret Level di Amazon. È il segnale di un progetto che pensa in grande e su più media, esattamente come faceva Mass Effect ai suoi tempi migliori.

Jun Aslan e il peso delle scelte

Il protagonista si chiama Jun Aslan, ex rovistatore diventato Traveler, personalizzabile nel genere e nell’aspetto. Ma la personalizzazione in EXODUS va molto oltre l’estetica. Il nuovo gameplay reveal mostra per la prima volta il sistema di allineamenti morali: ogni scelta significativa spinge Jun verso uno dei due percorsi, il Paladino o l’Immortale, e questo non è solo una questione narrativa.

L’allineamento scelto influenza direttamente la progressione: le abilità disponibili, il modo in cui i poteri evolvono, il modo in cui il mondo e i personaggi reagiscono a Jun. Non si tratta di un sistema binario buono/cattivo: sono due filosofie di approccio alla sopravvivenza dell’umanità, entrambe con ragioni valide e conseguenze concrete.

Le scelte in EXODUS hanno un peso narrativo che si propaga nel tempo. Il gameplay mostra un momento teso in cui Jun deve scegliere tra le posizioni di due compagni: Elise vuole aprire un portello dell’aria per eliminare un gruppo di nemici, Tom si oppone perché potrebbero esserci civili innocenti. Non è una scelta di combattimento: è una scelta che ridisegna le relazioni con l’equipaggio, e i cui effetti potrebbero riverberarsi molto più avanti nella storia.

Il cast: l’elemento che può fare la differenza

Chi ha amato Mass Effect lo sa bene: la vera anima di quella saga erano i compagni. Garrus, Tali, Liara, Wrex. Personaggi con storie proprie, motivazioni credibili, archi narrativi che si evolvevano in base alle tue scelte.

EXODUS sembra aver capito questa lezione meglio di chiunque altro.

Phaedra Nath è la compagna più centrale mostrata nel reveal: una rinomata xeno-archeologa la cui storia è intrecciata con i Celestial in modi che lei stessa sta ancora scoprendo. Tom Vargas è un Traveler esperto, cauto, che tende a fare da voce morale e aiuta Jun a imparare il mestiere. Elise Charroux è una pilota di mech impazientemente aggressiva, che preferisce risolvere i problemi con la forza bruta. E poi c’è Salt: un polpo mercenario alla guida di un robot da combattimento, dotata di un’intelligenza eccezionale e di una letalità altrettanto eccezionale. Il tutto senza dimenticare il misterioso cowboy spaziale C.C. Orlev, interpretato da Matthew McConaughey.

Salt non è un dettaglio di colore: è la dimostrazione di un concetto fondamentale dell’universo di EXODUS. In questo futuro a 40.000 anni di distanza, gli animali portati sulle arche spaziali hanno subito millenni di evoluzione accelerata e bioingegneria, diventando i Risvegliati: esseri intelligenti che parlano, pensano e vivono accanto agli umani come commercianti, soldati, medici.

Il gameplay mostra un elefante Risvegliato che gestisce una bancarella nel mercato di Persepolis, la città hub principale su Lidon.

La dilatazione temporale: l’elemento che cambia tutto

C’è un concetto al cuore di EXODUS che non ha precedenti nei GDR di questa portata, e che lo rende narrativamente unico: la dilatazione temporale. Viaggiare ai limiti della velocità della luce attraverso distanze interstellari significa che mentre per Jun passano giorni o settimane, sul pianeta di origine possono trascorrere mesi, anni, decenni. Ogni missione è una scommessa temporale: tornare a casa significa trovare un mondo che non è più lo stesso, persone che sono invecchiate o che non ci sono più, situazioni politiche che si sono evolute in direzioni imprevedibili.

Non è solo un espediente narrativo: è il motore emotivo dell’intera esperienza. I Reperti che Jun sceglie di recuperare, le missioni che decide di prioritizzare, i pianeti che visita, tutto ha un costo temporale che si riflette sulla vita delle persone a cui tiene.

Il gameplay reveal mostra questo meccanismo in azione: le scelte di Jun non impattano solo il momento presente, ma il futuro di chi è rimasto indietro. È il tipo di profondità narrativa che ricorda Interstellar più che qualsiasi altro GDR, e non a caso gli sviluppatori citano il film di Nolan come una delle influenze principali.

Il combattimento e gli strumenti del Traveler

Il sistema di combattimento mostrato nel reveal è frenetico, verticale e stratificato. Jun ha accesso a un arsenale ibrido che combina armi convenzionali e tecnologie Celestial recuperate. Il Recycler è un’arma modulare che cambia modalità di fuoco in base alla situazione: Repeater per il fuoco medio, Shredder per il corpo a corpo ravvicinato, Piercer per la precisione a lunga distanza. Il Guanto, pezzo unico che si potenzia con i Reperti alieni, sblocca abilità come Eruption per lanciare nemici e modellare il terreno in livestone, e Lance per attacchi perforanti. La mobilità è gestita da un rampino che permette di sfruttare la verticalità delle arene, mentre abilità come la Scramble Cloak aprono finestre di attacco stealth e la Sonic Lure permette di attrarre i nemici in posizioni controllate.

Il combattimento non sembra fine a se stesso: i Reperti trovati durante le missioni si fondono con la tecnologia umana per sbloccare nuove abilità, creando un sistema di progressione direttamente legato all’esplorazione.

Quando esce e perché tenerlo d’occhio

EXODUS è in sviluppo da Archetype Entertainment, studio texano fondato nel 2019 come divisione di Wizards of the Coast, a sua volta parte di Hasbro. Il gioco gira su Unreal Engine 5 ed è atteso per inizio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC (Steam ed Epic Games Store). I preordini non sono ancora aperti, ma è possibile aggiungerlo alla lista dei desideri su tutte le piattaforme. Lo trovate qui su Steam.

Il motivo per cui tenerlo d’occhio è semplice: raramente un gioco non ancora uscito ha mostrato questa densità di elementi promettenti tutti insieme. Un universo narrativo già espanso e credibile, un team di sviluppo con un curriculum di tutto rispetto, un sistema di conseguenze temporali senza precedenti nel genere e un cast di personaggi che sembra già avere la personalità necessaria per diventare memorabile.

Il rischio, come sempre con i GDR ad alta ambizione, è nella distanza tra la promessa e l’esecuzione. Ma sulla carta, EXODUS è esattamente il gioco che i fan di Mass Effect aspettano da dieci anni.

Il nuovo trailer gameplay

Altri screenshot gameplay di Exodus


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »