Società

Governo al lavoro sulla manovra 2027: detassazione tredicesima e sostegno alle famiglie tra le priorità

Il cantiere dell’ultima legge di Bilancio del governo Meloni è aperto. I tecnici dell’esecutivo e le forze di maggioranza studiano le ipotesi in vista dell’autunno.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha indicato nelle misure che sostengono il lavoro e la famiglia le priorità da consolidare. Il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, in un’intervista a ilSussidiario.net durante il Meeting di Rimini, ha illustrato alcune delle proposte in esame.

Per il 2027, secondo Osnato, “vanno rinnovate la detassazione degli aumenti da rinnovi contrattuali e il bonus mamme”. L’imposta all’1% sui premi di produttività risulta già valida per il 2027. Il mantenimento del bonus nuovi nati, del bonus nido e del sostegno alle spese essenziali rientra tra le indicazioni del presidente della Commissione.

Con la scorsa manovra, il bonus mamme per le lavoratrici madri dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, e per le lavoratrici madri autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie autonome, comprese le casse di previdenza professionali e la gestione separata, è salito da 40 a 60 euro mensili.

La misura spetta alle madri con due figli e fino al mese del compimento del 10° anno da parte del secondo figlio, titolari di un reddito da lavoro inferiore a 40mila euro annui.

Detassazione della tredicesima e interventi sull’Irpef per il ceto medio

Un’altra ipotesi al vaglio riguarda la detassazione della tredicesima mensilità, sulla quale non si applicano le detrazioni da lavoro. Osnato ha dichiarato: “Sostituire l’Irpef ordinaria con una imposta del 15% o del 10% produrrebbe un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito”. Con la scorsa manovra, l’Irpef sullo scaglione tra 28.000 e 50.000 euro è stata ridotta dal 35% al 33%.

Il presidente della commissione Finanze della Camera ha indicato una prima ipotesi: “proseguire su questa strada estendendo il 33% fino a 60.000 euro, con un beneficio aggiuntivo fino a 1.000 euro e un costo vicino ai 3 miliardi”.

La riduzione di un punto percentuale sullo scaglione attuale comporterebbe un costo indicativo di 1,5 miliardi e un beneficio fino a 220 euro. Tra le opzioni contemplate rientrano anche ulteriori riduzioni delle aliquote sulle fasce più basse o combinazioni tra le diverse leve.

Lavoro notturno e straordinario: la tassazione agevolata al 15% in proroga

Il governo sta valutando la conferma, per il prossimo anno, della tassazione al 15% di indennità e maggiorazioni retributive.

Con la scorsa legge di Bilancio per il 2026 è stato previsto che, per il periodo d’imposta 2026, si assoggettano ad imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% le somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro, ai lavoratori dipendenti del settore privato per maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 66 del 2003 e dei contratti collettivi nazionali di lavoro, per maggiorazioni e indennità per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, come individuati dai Ccnl, e per indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni, previsti dai Ccnl.

La legge di Bilancio per il 2026 ha riproposto il trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni lorde per il lavoro notturno e straordinario festivo svolto dal 1° gennaio al 30 settembre 2026. La proroga di questa misura sarebbe al momento in fase di studio.


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