Società

Figli adolescenti, Daniele Novara ai genitori: “Non bisogna assecondare le precocità, perché si crea un effetto domino”

C’è un tema che tormenta molti genitori, spesso divisi tra il desiderio di rendere felici i propri figli e la paura di sembrare troppo severi o, al contrario, eccessivamente permissivi.

Il confine tra autonomia e limite è molto labile: su questo argomento è intervenuto il pedagogista Daniele Novara, che in un recente post pubblicato sui suoi canali social ha tentato di tracciare una linea per le famiglie. Quando un figlio cresce con un’educazione equilibrata (un percorso che gli permette di conquistare un passo alla volta la propria indipendenza) i genitori possono finalmente liberarsi dall’angoscia.

Un ragazzo che possiede una solida struttura personale e una sufficiente sicurezza interiore, infatti, secondo il pedagogista, “non ha bisogno di essere controllato ossessivamente”.

Esempi concreti: come gestire la discoteca e le richieste precoci a 14 anni

Ma come si fa a tracciare dei confini precisi? Novara propone due esempi pratici, molto comuni nelle case di oggi:

  • La richiesta della discoteca: se a 14 anni un figlio chiede di andare a ballare, si stabilisce un limite, spiegando semplicemente che è ancora presto;
  • La fidanzata a casa: se a 14 o 15 anni il ragazzo esprime il desiderio di ospitare la fidanzata a dormire nella propria stanza, la risposta deve essere un fermo rifiuto.

Per Novara, mettere dei paletti rappresenta un gesto educativo indispensabile, e non un atteggiamento di chiusura. Un compito di guida che, secondo il suo parere, spetta in modo particolare a chi detiene la funzione paterna.

L’effetto domino delle concessioni e la fragilità della famiglia moderna

Cedere alle richieste precoci dei figli è un errore da evitare. Il motivo? Ciò che Novara definisce un “effetto domino”: una volta alzata l’asticella delle concessioni, questa continuerà a salire sempre di più, rendendo impossibile ristabilire i vecchi confini.

La fatica quotidiana si scontra con la realtà di una famiglia odierna estremamente fragile: i genitori si trovano spesso soli, privi di supporti esterni e persino colpevolizzati, costretti a muoversi sotto la spinta di una fortissima pressione consumistica che orienta i ragazzi verso l’appagamento immediato. Proprio su questo aspetto, il pedagogista invita a fare attenzione alla natura dei desideri dei giovani. Esiste infatti una minoranza di ragazzi attratta da condotte disfunzionali, lontane anni luce dai loro reali bisogni di crescita: i giovani le adottano unicamente perché inseguono “bisogni immediati, legati alla ricerca del piacere e della gratificazione”.


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