Società

Attività fisica dei bambini, il modello matematico: famiglia e scuola non bastano, serve il quartiere. Una ricerca internazionale

Secondo lo studio pubblicato su Scientific Reports da Jing Hui Deng, della Chengdu Sport University e della Aba Teachers University, il sistema di collaborazione tra famiglia, scuola e comunità per l’attività fisica all’aperto dei bambini presenta una struttura a tre equilibri evolutivamente stabili.

Un ricercatore ha costruito un modello matematico per capire perché i bambini spesso non fanno abbastanza movimento all’aria aperta. Ognuno può scegliere tra due mosse: impegnarsi oppure no.

Secondo i calcoli, il sistema può fermarsi in tre punti diversi. Nel primo punto, nessuno si impegna: è una trappola da cui è difficile uscire. Nel secondo, famiglia e scuola fanno la loro parte ma il quartiere resta indietro. Nel terzo, tutti collaborano e funziona tutto bene.

La condizione per avere questi tre punti stabili è che il vantaggio che la comunità riceve dal collaborare sia abbastanza grande da superare la fatica di iniziare.

I tre pulsanti che il governo può premere

Il governo ha tre leve per spingere il sistema verso la collaborazione piena.

La prima è un premio per le famiglie che partecipano: funziona come un piccolo acceleratore, ma da sola non basta a far cambiare tutto. La seconda è un aiuto per il quartiere, come soldi per costruire parchi o campi da gioco: questa leva è speciale perché funziona come un interruttore. Se il governo dà abbastanza risorse, il quartiere si attiva; se ne dà poche, non succede niente. La terza è il vantaggio che si crea quando tutti collaborano insieme: più è grande, più tutti sono contenti di partecipare.

Per verificare che queste regole funzionassero, il ricercatore ha fatto mille simulazioni al computer cambiando i numeri, e ha scoperto che il risultato resta valido in molti casi diversi.

Cosa succede nella vita vera con il piano Jiaolianti

Alla fine del 2024, il governo cinese ha lanciato il programma Jiaolianti, che mira a diffondere la collaborazione tra famiglia, scuola e comunità in tutto il paese, con l’obiettivo di raggiungere metà delle contee entro il 2025 e la copertura totale entro il 2027.

Lo studio ha esaminato tre casi concreti, individuando un percorso a quattro fasi. La prima fase consiste nel diagnosticare la situazione iniziale. La seconda mira ad attivare famiglia e scuola con interventi leggeri. La terza fase, considerata la più critica, richiede di concentrare le risorse per superare la soglia di attivazione della comunitàLa quarta fase prevede il consolidamento istituzionale della collaborazione piena, per evitare che il sistema regredisca verso equilibri meno positivi.

Secondo il ricercatore, la priorità di bilancio dovrebbe andare agli interventi sulla comunità, seguiti dagli incentivi di base per famiglia e scuola, e infine dalle misure di consolidamento istituzionale.


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