il Campidoglio pensa alla Ztl durante gli eventi
Novanta minuti sul campo di gioco e centottanta di passione vera, ma al volante. L’esordio stagionale tra Roma e Fiorentina ha riconsegnato il Villaggio Olimpico alla solita scena: marciapiedi trasformati in parcheggi creativi, passi carrabili murati di lamiere e i residenti del Flaminio costretti all’involontario ruolo di ostaggi della partita.
Ma questa volta, dopo l’ennesima notte di rabbia e clacson, Palazzo Senatorio sembra deciso a estrarre il cartellino rosso. L’assessorato alla Mobilità sta infatti preparando il dossier per una svolta drastica: una Ztl d’emergenza, un perimetro blindato da attivare ad orologeria unicamente durante i grandi match di pallone e i maxiconcerti che investono l’area dello stadio e il quadrante Flaminio.
L’operazione immaginata dall’assessore Eugenio Patanè non concede sconti: staccionate, varchi mobili e pattuglie dei caschi bianchi piazzate a presidio di ogni via d’accesso.
Il filtro sarà spietato: dentro i residenti con regolare contrassegno, fuori le torte di auto degli spettatori a caccia del parcheggio comodo e gratuito a due passi dall’impianto.
La trappola perfetta: il cortocircuito tra divieti e cantieri
Il caos che ha travolto il quartiere l’altra sera non è piovuto dal cielo, ma è la conseguenza di un corto circuito organizzativo annunciato:
La sosta forzata nel rione: Le disposizioni predisposte per la sfida dell’Olimpico hanno blindato con i divieti di sosta tutte le arterie a ridosso dei cancelli di ingresso, indirizzando la marea dei tifosi con biglietto verso piazzale Clodio e dritto nelle viscere del Villaggio Olimpico, nell’area di viale della XVII Olimpiade.
L’effetto tenaglia della Metro C: A sbarrare la strada e a prosciugare centinaia di posti auto ci hanno pensato poi i cantieri della terza linea metropolitana, aperti tra piazza Apollodoro e la Farnesina. Una combinazione che ha spinto centinaia di automobili a incanalarsi nei viali interni dell’ex quartiere per atleti.
L’alibi dell’auto e il fantasma del nuovo Flaminio
Dagli uffici dell’assessorato ai Trasporti filtra un verdetto chiaro: l’alibi della mancanza di alternative non regge. Nelle sere di grande affluenza, il piano cittadino potenzia del 50% la flotta di autobus e tram verso la conca olimpica, schierando un reticolo di ben 19 linee dedicate, navette di collegamento e parcheggi d’interscambio guidati dalle stesse società sportive.
Il vero nodo – ammettono al Comune – resta culturale ed educativo: bisogna costringere la cittadinanza a staccarsi dal volante per far funzionare l’intermodalità dei mezzi pubblici, prima che la mancanza di posti si traduca nella distruzione sistematica della vivibilità dei quartieri limitrofi.
Una sfida che diventa cruciale se si alza lo sguardo sul domani: se lo storico impianto di viale Tiziano dovesse riaprire le porte al grande calcio a pieno regime, senza la barriera della Ztl a tempo per il Villaggio Olimpico sarebbe il collasso definitivo.
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