Da Terni all’Africa: il vigile del fuoco che aiuta a costruire scuole in Zambia e Gambia

Da oltre vent’anni concilia il lavoro da vigile del fuoco con l’impegno per l’Africa. Simone Schippa, ternano, negli ultimi 15 mesi è volato tre volte in Zambia e Gambia per seguire direttamente i progetti di Simon and Friends for Africa, l’associazione attraverso la quale sostiene comunità, bambini e famiglie in difficoltà. A Lusaka ha contribuito alla realizzazione di una community school, mentre in Gambia è in corso la costruzione di un asilo. Progetti portati avanti direttamente sul posto, tra difficoltà nel reperire materiali, risorse economiche e il poco tempo disponibile tra un turno di lavoro e l’altro.
Amore Nel 1994, a Washington, Madre Teresa di Calcutta pronunciò parole che sintetizzano bene il senso dell’impegno di Schippa: «Non è quanto facciamo, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo». A distanza di oltre trent’anni, quel pensiero racconta il valore della dedizione, della passione e del tempo che ognuno sceglie di mettere a disposizione degli altri. «Le nostre iniziative – spiega Schippa a Umbria24 – sono a sostegno dei settori formativi, assistenziali e sanitari. Facciamo tutto in presenza: la bellezza del volontario, o di chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo, è che può sincerarsi di come vengono utilizzati i propri soldi attraverso il viaggio».
Le difficoltà Nella vita di tutti i giorni Simone è un vigile del fuoco e l’impegno in Africa si inserisce nei pochi spazi a disposizione. È proprio il tempo, insieme alle risorse economiche necessarie per affrontare i viaggi, a rappresentare una delle difficoltà maggiori. «La difficoltà che ho – racconta – è che non posso andare sempre in Africa: sia per le risorse economiche sia per il tempo. Andare in Africa ormai comporta le sue spese e far combaciare le tempistiche con il mio lavoro non è semplice. Negli ultimi 15 mesi ci sono andato tre volte».
I progetti Uno dei progetti principali è quello realizzato in Zambia, a Lusaka, dove Simon and Friends for Africa ha dato vita a una community school. «Quando siamo arrivati non c’era nulla – dice – solo il nostro sogno di aiutarli. È stata una dura sfida, perché i materiali sono introvabili, però non ci siamo mai fermati: abbiamo continuato, insistito, a volte anche contrattato sui prezzi. Alla fine abbiamo trasformato questi piccoli ostacoli in un passo avanti, dando ai bambini un posto più sicuro dove formarsi». Il progetto ha già prodotto un primo risultato concreto: 12 bambini hanno avuto accesso alle scuole governative del Paese. «Adesso vanno a scuola grazie al contributo di tutti» precisa Schippa.
In Gambia L’altro progetto è in Gambia, dove l’associazione sta costruendo un asilo. Anche in questo caso le difficoltà incontrate sul campo non sono mancate. «È stato difficile reperire il cemento, la cui distribuzione è monopolizzata dallo Stato. Nonostante gli ostacoli, però, il progetto procede e l’obiettivo è completarlo entro il prossimo anno». A spingere Schippa a continuare è anche l’esperienza diretta dei viaggi e l’incontro con le persone che vivono nelle comunità sostenute dall’associazione. Nelle baraccopoli di Lusaka, racconta, è soprattutto il rapporto con i bambini a lasciare il segno. «Quando guardo negli occhi quei bambini – spiega – viene spontaneo chiedersi quale futuro possano avere. A volte gli dai anche una magliettina o, ancora di più, una caramella e loro ti regalano un sorriso, in una condizione che per un occidentale sarebbe inaccettabile. Questo ci insegna molto: a volte abbiamo bisogno di molto, molto poco».
Il sostegno Un’esperienza che Simone consiglia di vivere in prima persona. Per sostenere e far conoscere i progetti dell’associazione organizza anche piccoli eventi sul territorio. «Facciamo piccoli eventi, i cui guadagni li diamo in beneficenza. Per far conoscere i nostri programmi non li pubblicizziamo direttamente sui social, ma preferiamo una comunicazione diretta». Il rapporto con i viaggi e con l’esperienza maturata negli anni è anche al centro del libro scritto da Schippa, Viaggiando nel mondo, fuori dal mondo, pubblicato nel 2025. Il volume raccoglie 20 racconti ispirati ai suoi viaggi e alle esperienze vissute in 64 Paesi. I ricavi del libro vengono destinati a sostenere i progetti dell’associazione in Africa.
Il libro «Non sono uno scrittore – ironizza – ho semplicemente provato a raccontare i luoghi in cui sono stato e dove ho vissuto esperienze indimenticabili. Parlo del mondo che ci circonda e invito tutti a immergersi nella realtà più autentica del Pianeta, che puoi conoscere con lo zaino in spalla e senza il telefono in mano». Il libro non è quindi una guida turistica, ma un racconto personale dei suoi viaggi, arricchito da alcune digressioni storiche. Un altro modo, per Schippa, di raccontare il viaggio come esperienza di conoscenza e, allo stesso tempo, di sostenere i progetti portati avanti in Africa.
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