Sardegna

Energia, Orsini: “Sardegna strategica per le rinnovabili in Italia” – Cagliaripad.it

Il caro energia continua a rappresentare uno dei principali ostacoli per la competitività del sistema produttivo italiano. A ribadirlo è stato il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenuto oggi a Cagliari durante un incontro dedicato al futuro dell’Europa e alle sfide energetiche del Paese.

Secondo Orsini, l’Italia paga da tempo un costo dell’energia particolarmente elevato rispetto ad altri Paesi europei e per affrontare questa emergenza servono interventi sia a livello nazionale che comunitario. “Diciamo che purtroppo non è da oggi che il nostro Paese sconta un caro prezzo dell’energia”, ha dichiarato il numero uno di Confindustria.

“Noi abbiamo chiesto di sforare il patto di stabilità, di fare più debito pubblico europeo e credo che non si possa lasciare indietro nessuno. E dall’altra parte noi in Italia abbiamo bisogno di mettere a terra il più possibile rinnovabili, perché anche l’Italia deve fare i compiti a casa”.

Nel suo intervento, Orsini ha indicato la Sardegna come una delle regioni chiave per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia. Secondo il presidente di Confindustria, nell’isola mancano ancora circa 460 megawattora di impianti da realizzare per contribuire concretamente alla riduzione dei costi energetici.

“Sappiamo benissimo che tra le regioni in cui serve mettere a terra rinnovabili abbiamo la Sardegna – ha spiegato – ma anche la Sicilia e la Calabria. Abbiamo tante regioni che possono dare un aiuto ad abbassare il costo dell’energia”.

L’obiettivo, secondo Orsini, è aumentare rapidamente la capacità produttiva da fonti alternative per ridurre la dipendenza energetica e contenere il prezzo dell’energia per cittadini e imprese.

Il presidente di Confindustria ha poi aperto anche al tema del nucleare di nuova generazione, definendolo una delle possibili soluzioni future per garantire stabilità energetica al Paese. Tuttavia, ha precisato che eventuali benefici richiederanno tempi lunghi.

“Benissimo le nuove tecnologie, come il nucleare, perché crediamo che comunque quella sia la via, ma serviranno 10 anni”, ha affermato. Nel frattempo, secondo Orsini, sarà fondamentale puntare anche sul potenziamento dell’idroelettrico e mantenere un equilibrio nella gestione delle fonti tradizionali, evitando una dismissione troppo rapida del gas.

“Non possiamo pensare di spegnere il gas dalla mattina alla sera”, ha concluso, richiamando la necessità di una transizione energetica graduale e sostenibile.

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