Lazio

assolto Raul Esteban Calderon. Cade l’accusa per il killer di Piscitelli

Un verdetto che riapre uno dei capitoli più controversi della cronaca nera romana. La Corte d’Appello di Roma ha assolto Raul Esteban Calderon, noto anche come Alejandro Musumeci, dall’accusa di aver ucciso Fabrizio Piscitelli, leader degli Irriducibili della Lazio e noto con il soprannome di “Diabolik”.

La decisione dei giudici

I magistrati hanno optato per la formula piena: “non ha commesso il fatto”, ribaltando così la condanna di primo grado.

Una sentenza che interrompe bruscamente le richieste della Procura della Dda di Roma, che in udienza aveva insistito per confermare l’ergastolo con l’aggravante del metodo mafioso, esclusa nel primo grado.

Piscitelli fu ucciso il 7 agosto 2019 nel Parco degli Acquedotti: un colpo unico alla nuca mentre era seduto su una panchina. L’esecuzione, precisa e veloce, aveva lasciato la città senza risposte per anni, fino all’incriminazione di Calderon.

La reazione della difesa

La sentenza è stata accolta con soddisfazione dai legali dell’imputato. L’avvocato Gian Domenico Caiazza ha commentato:

“Abbiamo sempre sostenuto che non esistessero elementi che potessero collegare Calderon a questo delitto. Il verdetto riconosce la fondatezza delle nostre ragioni.”

Anche l’avvocato Eleonora Nicla Moiraghi ha sottolineato come la condanna di primo grado fosse basata su elementi insufficienti e abbia definito il verdetto odierno “un passo verso la verità processuale”.

Un contesto giudiziario complesso

L’assoluzione non cancella però le vicende giudiziarie che coinvolgono Calderon. A marzo, l’uomo era stato condannato all’ergastolo in secondo grado per l’omicidio di Selavdi Shehaj, detto “Passerotto”, assassinato sulla spiaggia di Torvaianica il 20 settembre 2020 in un’esecuzione che richiama dinamiche mafiose.

Per questo delitto, la difesa ha già annunciato ricorso in Cassazione.

Il delitto di Piscitelli rimane un mistero

Con l’assoluzione di Calderon, il caso Piscitelli torna a essere un enigma irrisolto. Chi ha realmente premuto il grilletto quel pomeriggio d’estate? A quasi sette anni dall’omicidio, la giustizia non ha ancora individuato il colpevole, lasciando una ferita aperta nel panorama criminale romano e nella memoria della città.

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