Lazio

l’accampamento che assedia l’Ufficio Immigrazione

Una fila che non finisce mai, persone costrette a dormire per strada pur di non perdere il proprio turno, tende accatastate lungo il marciapiede e condizioni igieniche sempre più critiche.

In via Patini, davanti all’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, l’attesa per una pratica burocratica si è trasformata in una vera emergenza sociale.

Da giorni l’area è diventata un accampamento improvvisato. Decine e decine di migranti trascorrono le notti all’aperto per riuscire ad accedere agli sportelli e presentare domande di asilo o pratiche legate ai permessi di soggiorno. Una situazione che, secondo volontari e residenti, avrebbe ormai superato ogni limite di sostenibilità.

Le tende occupano gran parte del marciapiede e arrivano persino a ostacolare l’accesso alla fermata dell’autobus. Attorno, sacchi di rifiuti, coperte, cartoni e bottiglie vuote raccontano giorni di attesa vissuti in condizioni precarie, senza servizi adeguati e con tensioni sempre più frequenti.

Secondo le stime raccolte durante gli ultimi  giorni, le persone presenti sarebbero quasi duecento, un numero in forte crescita rispetto alle settimane precedenti.

«Fino a poco tempo fa erano circa sessanta, oggi la situazione è completamente fuori controllo», spiega Claudio Poverini, capogruppo Pd nel Municipio V e volontario della Croce Rossa. «Molti restano qui anche quando stanno male, perché temono di perdere il posto in fila. È una situazione disumana».

Ma oltre all’emergenza sanitaria e sociale, nella zona starebbero emergendo anche fenomeni illegali legati alla gestione delle attese.

Secondo alcune testimonianze, attorno alla coda si sarebbe sviluppato un mercato informale di compravendita dei posti, insieme alla vendita di cibo e beni di prima necessità a prezzi elevati. Dinamiche che alimentano tensioni e sfruttamento tra persone già in condizioni di forte fragilità.

La vicenda è arrivata anche in Campidoglio, dove la presidente della commissione Politiche Sociali, Nella Converti, ha presentato una mozione urgente per chiedere un intervento immediato.

«Non possiamo accettare che nel cuore della Capitale centinaia di persone siano costrette a vivere sotto la pioggia senza bagni, acqua o assistenza», denuncia la consigliera. «Quando le istituzioni arretrano, si creano inevitabilmente spazi di illegalità e marginalità».

Il tema è diventato anche terreno di scontro politico. Dal Partito Democratico arrivano accuse dirette al Governo sulla gestione delle procedure per l’asilo e i permessi di soggiorno.

Nel mirino finiscono soprattutto il numero limitato di pratiche accettate ogni giorno e l’assenza di un sistema di prenotazione capace di evitare le lunghe permanenze in strada.

Una situazione che, secondo le opposizioni, finirebbe per produrre nuova irregolarità e aumentare il disagio anche tra i residenti della zona, ormai esasperati da mesi di convivenza con un’emergenza diventata strutturale.

Tra le richieste contenute nella mozione ci sono il potenziamento degli organici negli Uffici Immigrazione e negli Sportelli Unici, una proroga automatica dei permessi di soggiorno in scadenza per alleggerire la pressione sugli uffici e un confronto urgente tra Comune, Prefettura e Questura per garantire condizioni di accoglienza più dignitose.

Nel frattempo, però, via Patini continua a essere il simbolo di una città dove il diritto a presentare una domanda rischia di trasformarsi in giorni di sopravvivenza all’aperto.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »