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Giro, Magnier vince la 1ª tappa in Bulgaria e prende la maglia rosa dopo una maxicaduta. Milan 4°


BURGAS – Paul Magnier è il primo vincitore di tappa e la prima maglia rosa del Giro 2026. Il giovane francese della Soudal Quick Step ha vinto uno sprint ristretto da una caduta di gruppo ai 500 metri, battendo il danese Andresen, l’inglese Vernon. Quarto Jonathan Milan, il favoritissimo della vigilia: il friulano non è riuscito a lanciarsi in uno sprint caotico, su strade molto strette, complicato da quanto accaduto ai -600. La caduta ha decapitato il gruppo: a giocarsi la volata sono arrivati in meno di una decina. Per il 22enne Magnier, nato a Laredo, in Texas, è il successo più prestigioso di una carriera già ricca di successi (sono 27, 19 solo nel 2025), tutti allo sprint. L’ultimo francese in maglia rosa era stato Bruno Armirail nel 2023.

LA DIRETTA

La cronaca

Giornata di cronaca assolutamente minima, un classico nelle prime tappe di un grande giro. In partenza, all’uscita dalla bella Nessebar, scappano Diego Pablo Sevilla (Polti) e Manuele Tarozzi (Bardiani): il gruppo osserva e lascia fare. La coppia non viene ripresa fino ai -22 dall’arrivo di Burgas e dopo aver conquistato i due gpm di quarta categoria (sempre Sevilla su Tarozzi, lo spagnolo ripartirà in maglia azzurra) e il km Red Bull, comprensivo di abbuoni per la classifica generale. Il primo sprint a punti, alle spalle dei due, se lo prende invece Jonathan Milan, che fa le prove contro Kaden Groves per l’arrivo. L’australiano, curiosamente, indossa il dorsale n.1 del Giro, tradizionalmente destinato al vincitore (o alla sua squadra) uscente della corsa. A proposito: è dalla doppietta ’92-’93 di Indurain che lo stesso corridore non conquista due edizioni consecutive del Giro. Non succederà nemmeno quest’anno: Simon Yates, vincitore 12 mesi fa, ha lasciato il ciclismo.

Lo sprint

Lavorano a fondo Lidl, Alpecin, Soudal (per Magnier) e soprattutto la Unibet Rose Rockets per Dylan Groenewegen. Le squadre dei velocisti si controllano e intanto controllano la corsa, impediscono nuove azioni e preparano uno sprint lunghissimo. Ma ai -600 succede il patatrac: un corridore della UnoX è il primo a cadere, intorno alla decima posizione. A valanga gli finiscono addosso gli uomini che lo seguivano. Poi è Magnier a mettere la freccia su tutti.

Magnier: “Devo ancora realizzare”

“È sempre una grande emozione vincere una corsa in bici, averlo fatto al Giro d’Italia è qualcosa di fantastico”. Così, a caldo, Paul Magnier. “La squadra ha lavorato tutta la giornata per controllare la corsa, poi c’è stato un finale convulso (riferendosi alla maxi-caduta), forse quanto successo mi ha favorito, ma poi ho avuto delle grandissime gambe per vincere. Devo ancora realizzare quanto è successo, vincere la prima tappa è davvero eccezionale”, ha aggiunto il velocista.

Milan: “La prima maglia rosa era un obiettivo, sono deluso”

“Sarei dovuto partire prima” spiega Jonathan Milan, “è stata anche colpa mia, non ho sfruttato il rallentamento. Ho fatto fatica, loro sono andati a una marcia in più. Delusione? Non capita spesso di avere la possibilità di prendere nella prima tappa la maglia rosa, era un obiettivo non piccolo, mio e della squadra, ma ci attendono altre tappe”.

La tappa di domani

La seconda tappa, da Burgas a Veliko Tarnovo (221 km) si presenta sulla carta più mossa della prima e della terza, la Plovdiv-Sofia, ultima in terra bulgara. Prima parte pianeggiante su strade larghe per diventare più impegnativa con diverse salite e discese dopo Sliven. Avvicinamento a Veliko Tarnovo attraverso Lyaskovets di cui si scala a 11 km dall’arrivo la salita del Lyaskovets Monastery Pass. Discesa verso Veliko Tarnovo per affrontare gli ultimi impegnativi chilometri. Ultimi tremila metri misti. Prima parte pianeggiante, seconda parte in salita dentro il l’abitato di Tsarevets con alcuni brevi tratti in porfido e pendenze importanti (fino al 9%). Ultimo chilometro praticamente piatto.


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