L’addio a Beccalossi, il parroco: “Non erano blasfemi i cori dei tifosi: quello che dicevano era vero”
BRESCIA – “Non c’è niente di blasfemo nel cantare ‘Evaristo non lo ferma neanche Cristo’, come facevano i tifosi. Da interista e da prete dico che era vero”. Così il parroco Marco Mori ha voluto ricordare Evaristo Beccalossi, il Becca, il fantasista dell’Inter di Bersellini, morto a 69 anni. I funerali dell’ex campione dell’Inter si sono svolti nella chiesa della Conversione di San Paolo, nel quartiere di Brescia dove era cresciuto. Davanti alla parrocchia, la curva nord nerazzurra ha esposto uno striscione: “Un grande uomo, un vero interista, ciao Becca”.
L’Inter e i compagni
Per l’Inter erano presenti fra gli altri il vicepresidente Javier Zanetti, il capo dello staff Massimiliano Catanese, il direttore sportivo Piero Ausilio e l’ufficio stampa al completo, vicino alla figlia del Becca, Nagaja, che lavora nella comunicazione del club, e a sua madre Danila.

In chiesa, anche una delegazione di leggende nerazzurre, ex compagni di Beccalossi e non: Giuseppe Bergomi, Giuseppe Baresi, Aldo Serena, Lele Oriali, Ivano Bordon, Fabio Galante e Marco Branca. Fra i giocatori in attività, il giovane Pio Esposito, cresciuto a Brescia e legato a Beccalossi da una lunga amicizia, oltre alla sindaca Laura Castelletti. Presente anche il Milan con una delegazione e con lo stendardo del club. Gesto apprezzato molto dalla famiglia.
Bergomi: “Uno come lui non c’è”
Fra i più emozionati c’era Bergomi, che prima di entrare in chiesa ha detto: “Beccalossi oggi? Uno come lui non c’è, era unico. Ma nel calcio di oggi uno così servirebbe a ogni squadra”. Presenti anche Enrico Ruggeri e Max Pezzali. Ruggeri lo ha ricordato così: “Era un fratello per me. La gente veniva a San Siro per vedere lui. Non l’ho mai visto lamentarsi, nemmeno nel 1982 quando fu escluso dal Mondiale”.

Il messaggio di Spillo
Non è riuscito a esserci invece Alessandro Altobelli, bloccato a Kuwait City, dove lavora, per carenza di voli. Il suo messaggio è stato letto in chiesa dal figlio: “Eravamo due facce della stessa medaglia: bastava uno sguardo, non servivano parole per comprendersi”. E ancora: “Hai scartato anche la vita, l’hai messa a sedere per terra mentre cercava di fregarti”. Fino all’addio finale: “Te ne sei andato troppo presto e mi hai spezzato il cuore”.
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