Toscana

Nuovi investimenti per l’ospedale di Empoli. L’assessora Monni ha visitato la struttura

“Un ottimo ospedale, con personale altamente qualificato e un grande spirito di squadra”

Scritto da Walter Fortini, venerdì 8 maggio 2026 alle 15:46

Tre progetti per raccontare passato, presente e futuro dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, altra tappa del tour di ascolto che l’assessora alla sanità Monia Monni sta portando avanti in tutta la Toscana. Tra i tre progetti c’è la Palazzina H, i cui lavori saranno conclusi entro settembre 2026: un investimento da 37 milioni di euro, otto piani e quindicimila metri quadri complessivi, per un edificio dove si concentreranno i servizi di diurno (quaranta postazioni per la dialisi, oncologia e odontoiatria) e servizi anche per il territorio. C’è il pronto soccorso, dove la Regione assieme alla Asl sta studiando interventi di adeguamento ed ampliamento dei locali che dovranno permettere al reparto comunque di continuare a funzionare senza soluzione di continuità. C’è il Centro Donna, che da venti anni prende in carico l’universo femminile non soltanto nella malattia – il centro è punto di riferimento per l’oncologia di genere – ma le accompagna in percorsi di recupero non soltanto fisico ma della propria vita.

“Il personale  – commenta l’assessora Monni – ci chiede di continuare a credere in questo ospedale e di continuare a investire, cosa che abbiamo intenzione di fare. È un ottimo ospedale, con personale altamente qualificato e un grande spirito di squadra”. La palazzina H – spiega – offrirà servizi non solo legati alle funzioni ospedaliere, nella nuova visione di una sanità territoriale potenziata.  Gli ospedali non sono più infatti spazi chiusi: le porte sono girevoli, esattamente come quelli delle strutture territoriali che stiamo andando ad aprire”. “Sul pronto soccorso – aggiunge – non sappiamo ancora oggi quando i lavori potranno iniziare. Sono interventi complessi e stiamo studiando le soluzioni migliori, per garantire efficienza senza compromettere la funzionalità dell’ospedale. Dureranno diciotto mesi”. “Il Centro donna che abbiamo visitato – prosegue, rivolta ai giornalisti – è un’esperienza bellissima di questo ospedale, molto evoluta, molto legata al territorio in cui i sindaci hanno creduto molto e hanno sostenuto e continuano a farlo: un progetto che ha quella visione di umanizzazione delle cure a cui sapete questa Regione tiene molto”. Qui i percorsi per il tumore della mammella e ginecologico sono integrati da servizi olistici: dalla genetica medica alla dietetica, fino al supporto estetico e psicologico. Nel 2024 sono stati gestiti oltre 22 mila esami di screening, mentre l’attività chirurgica senologica ha superato i 430 interventi annui. 

Ma ospedale e sanità pubblica non possono fare a meno anche dell’innovazione. “Abbiamo assistito a un intervento del robot Da Vinci che è stato un grande investimento fatto dentro a questo ospedale” dice Monni. Da febbraio, negli ultimi tre mesi, sono già stati fatti 106 interventi. “Lo stanno usando molto – annota – e lo stanno usando bene, con grandi benefici per i pazienti, perché in questi modo gli interventi risultano molto meno invasivi e i tempi di recupero sono straordinariamente rapidi”. Si tratta per lo più di interventi urologici (in gran parte alla prostata), ma anche di chirurgia generale, ginecologia e otorinolaringoiatria.

Durante il punto stampa che conclude la visita all’ospedale l’assessora si sofferma anche sul ruolo e sui problemi di organico degli infermieri. “Entro giugno – informa – ne saranno assunti per l’area subintensiva, dove sono stati attrezzati sedici nuovi posti letto, e subito dopo addestrati”. Nel dettaglio saranno 14 gli infermieri destinati alla struttura, assieme a quattro anestesisti e nove operatori socio sanitari. “C’è una carenza importantissima in tutto il Paese di personale infermieristico – spiega Monni -: personale preziosissimo, perché ormai le funzioni e le competenze degli infermieri sono diventate altissime e necessarie per far funzionare bene il sistema, dentro gli ospedali e sul territorio. Mancano anche medici. La curva che osserviamo con grande attenzione ci dice che ci sarà prossimamente un po’ di inversione di tendenza, però dobbiamo investire nel sistema sanitario pubblico. Se il governo ricominciasse a investire sul sistema sanitario pubblico certamente la curva si invertirebbe e il sistema tornerebbe ad essere attrattivo”.

Il San Giuseppe si conferma oggi il secondo presidio ospedaliero della rete aziendale per offerta assistenziale, servendo un bacino di 250 mila abitanti. Con 389 posti letto e 12 sale operatorie, la struttura copre le principali specialistiche: dall’area medica (cardiologia, neurologia, nefrologia) a quella chirurgica e materno-infantile, fino all’emergenza-urgenza. I dati di attività mostrano un ospedale dinamico: nel 2025 il Pronto soccorso ha gestito 67.607 accessi, con un ulteriore incremento del 4 per cento nel primo trimestre del 2026. Sebbene i ricoveri totali siano stabili (circa 15.900 annui), cresce la chirurgia (+4%) e si consolida l’orientamento verso setting a minore intensità assistenziale, come il day service e la chirurgia ambulatoriale, che ha superato i 5.700 interventi.

Ad accompagnare l’assessora Monni durante la visita all’ospedale c’erano il direttore generale dell’Asl Toscana centro Valerio Mari, la direttrice del presidio Francesca Bellini, il responsabile dell’Area coordinamento e gestione attività trasversali Sergio Lami, il direttore della società della  salute Franco Doni e i sindaci di Empoli Alessio Mantellassi e di Castelfiorentino Francesca Giannì (presidente anche della società della salute). Con loro anche la consigliera regionale Brenda Barnini.

La visita dell’assessora è proseguita all’ospedale di comunità di Castelfiorentino. 

(ha collaborato Andrea Bazzoni, ufficio stampa dell’Asl Toscana Centro)


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