Piemonte

Il Piemonte sulla Luna, Parmitano: “Scienza ed ispirazione, serve la collaborazione di tante figure”

“Scienza, tecnologia, esplorazione e ispirazione”, con queste parole l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano ha aperto l’incontro torinese ‘Da Apollo ad Artemis II, verso nuove impronte sulla Luna’, organizzato da Thales Alenia Space in Altec. Un evento che partendo dalla missione del 1972, fino a quella più recente che ha sorvolato il lato oscuro del nostro satellite, ha parlato ai giovani ingegneri di oggi che già progettano i viaggi spaziali di domani: “Nel settore spaziale abbiamo bisogno di ingegneri, di scienziati, di tecnici, di operatori, di architetti – ha detto Parmitano – Abbiamo bisogno di tutti i tipi di risorse umane, di quelli che vogliono cooperare e collaborare”.

La navicella che punta all’orizzonte mostra anche un vessillo italiano, in parte piemontese. L’Italia, come ha ricordato Teodoro Valente (presidente dell’Agenzia spaziale italiana) è stata una dei primi firmatari degli accordi Artemis e partecipa a pieno titolo al programma. Il nostro Paese è uno dei più coinvolti nel ritorno sulla Luna ed entro il 2040 il settore aerospaziale potrebbe valere 142 miliardi di euro. Nel 2028, con Artemis III, potremmo assistere al primo allunaggio del terzo millennio e all’installazione della prima infrastruttura sul suolo selenico. Proprio a Torino nasceranno il modulo abitativo lunare Mph e il lander europeo Argonaut. «L’Italia ha un ruolo molto importante e ha tecnologie vastissime – sottolinea Massimo Comparini, managing director della divisione spazio di Leonardo -. Leonardo e le sue aziende partecipate (come Thales Alenia Space) hanno un ruolo fondamentale nel contributo tecnologico italiano al ritorno sulla luna. Torino e il Piemonte sono uno splendido esempio di distretto di innovazione tecnologica: c’è la conoscenza degli studenti che escono dal Politecnico, il valore delle Pmi del settore e non va dimenticata la visione delle istituzioni».

Numerosi contratti per sviluppare tecnologie utili al programma Artemis sono già stati assegnati a Leonardo con le sue joint venture Telespazio e Thales Alenia Space. Quest’ultima in particolare è specializzata nella realizzazione di impianti orbitali e moduli abitativi. «Chiunque voglia costruire un’infrastruttura privata viene da noi – racconta Roberto Angelini, direttore Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space Italia -. Oggi abbiamo già i moduli per la stazione Axiom in fase di realizzazione finale. Abbiamo anche una partnership con Blue Origin (la società di Jeff Bezos, fondatore di Amazon) per costruire insieme la loro stazione Orbital Reef. E poi la cosa più significativa per noi è che grazie agli sforzi dell’Agenzia spaziale di bandiera, l’Italia realizzerà quello che si chiama Multi Purpose Habitat (Mph). Si tratta di un modulo pressurizzato di superficie per estendere la presenza degli astronauti sulla superficie della Luna, dalle poche ore fino ai 20/30 giorni». Dietro la realizzazione di quella che sarà la prima “casa” lunare (e che per adesso viene immaginata come una sorta di camper) ci sono anche le menti e le mani degli ingegneri aerospaziali del futuro. Thales Alenia Space negli ultimi 5 anni ha assunto più di 450 giovani laureati da tutta Italia. Tra di loro, per età e ruolo all’interno dell’azienda, spicca Andrea Casto, proveniente dal PoliTo. A 29 anni è il deputy program manager dell’Orion Multi-Purpose Crew Vehicle Spacecraft Program. L’Orion MPCV è la navicella spaziale di nuova generazione della Nasa, progettata per trasportare gli astronauti per ora verso il nostro satellite e in futuro su Marte. «Sicuramente uno degli elementi più belli quando entri così giovane in questo tipo di ambiente è che anche chi ci lavora da tanti anni dimostra la stessa passione e le stesse energie di un neo assunto – rivela Casto – Questo ti permette di capire come funzionano le cose, ti da fiducia e responsabilità e a piccoli step si cresce. Se i più giovani raggiungeranno obiettivi sempre più importanti in questo campo, allora significa dai più grandi sono state trasmesse le giuste competenze».


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