Liguria

Crisi Amt, l’assemblea dei soci slitta di un mese: tutte le incognite sul piano di risanamento


Genova. È stata rinviata di un mese l’assemblea dei soci di Amt che, tra l’altro, avrebbe dovuto approvare il piano di risanamento nella sua versione definitiva. Lo slittamento era nell’aria, come spiegato da Genova24 nelle scorse ore, anche perché i nodi principali che determineranno il futuro assetto dell’azienda oggi in crisi non sono stati ancora sciolti.

L’appuntamento era fissato in origine per il 16 aprile, ma adesso c’è una nuova data di convocazione, quella del 14 maggio. Nel frattempo andrà chiarito soprattutto un punto: in che modo la Regione Liguria sarà della partita. E la questione dovrà essere affrontata a valle di un confronto triangolare tra Comune, Regione e Corte dei conti, per evitare che la strada scelta possa essere contestata sul piano della correttezza giuridica. E da quanto si apprende, tra via Garibaldi e piazza De Ferrari gli uffici sono in contatto continuo su questo dossier.

Ricapitolando: in una lettera di intenti la Regione si era impegnata a sganciare 40 milioni per la ricapitalizzazione di Amt, risorse vitali per ripianare le perdite. Ma adesso sembra improbabile che l’ente governato da Marco Bucci, attraverso la finanziaria Filse, possa entrare direttamente nel capitale sociale. Allora, quello che in origine era il piano B è diventato l’opzione principale: quei soldi verrebbero girati al Comune, che li userebbe per un aumento di capitale. Ma l’operazione è delicata dal punto di vista formale.

Il vicesindaco Alessandro Terrile conferma le indiscrezioni: “La scelta che abbiamo fatto di tenere l’azienda pubblica, condivisa con tutti gli enti, richiede un tempo necessario per portare a termine tutte le autorizzazioni. Per questo ci sarà uno slittamento”.

Dopodiché il cammino è comunque segnato: il piano di risanamento, una volta approvato dall’assemblea dei soci, dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale e del Consiglio metropolitano, anche qualora non cambiasse l’assetto azionario. A quel punto il documento sarà pronto per essere depositato in tribunale. Tutto dovrà compiersi entro il 19 giugno, ultima scadenza per le misure protettive nell’ambito della composizione negoziata della crisi. Dopo quella data, Amt dovrà essere in grado di stare in piedi da sola e di affrontare i creditori.

In quel piano ci saranno anche le misure di efficientamento che dovrebbero valere circa 4-5 milioni all’anno, anche se le cifre nel dettaglio devono essere ancora definite. Da quanto risulta oggi, oltre alla riduzione del personale attraverso l’esodo incentivato, ci sarà sicuramente un taglio ai chilometri percorsi. Le misure più drastiche riguarderanno in realtà alcuni servizi in ambito extraurbano, come l’Overnight Bus per raggiungere le discoteche del Tigullio nelle sere d’estate, corse che ad oggi non hanno la necessaria copertura economica.

Ma gli effetti si vedranno anche in città a partire dal prossimo orario estivo. Si tratta, in fin dei conti, della riorganizzazione del servizio che i sindacati invocano da mesi. Rispetto ai disagi degli ultimi tempi, la sforbiciata dovrebbe avere effetti positivi: anziché subire corse saltate a macchia di leopardo, la contrazione verrà spalmata su tutta la giornata, in modo da garantire comunque una frequenza regolare sebbene magari dilatata rispetto alla situazione pre-crisi. Un piano di sacrifici che dovrà durare almeno qualche anno per garantire la sopravvivenza di Amt.

Della riorganizzazione del servizio e di altri comparti legati al funzionamento dell’azienda e alla riduzione dei costi di esercizio si occuperà, certamente, il futuro nuovo direttore generale di Amt che potrebbe essere selezionato entro fine mese tra una quarantina di candidati che hanno risposto al bando dell’azienda.

Il posto di direttore generale è occupato, ad interim, dal direttore amministrativo Paolo Ravera, subentrato a novembre a Ilaria Gavuglio, ex presidente ed ex direttrice licenziata alla luce dell’emersione della crisi finanziaria di Amt. Il ruolo di direttrice generale era a tempo indeterminato.

Le candidature saranno esaminate da una commissione esterna con componenti indicati dall’Università e dal Comune. L’obiettivo della società e dell’amministrazione è arrivare a una triade di nomi e poi a una decisione finale entro fine mese.




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