Malta, Trieste e il Mediterraneo. Turismo, ricerca e innovazione al centro della visita dell’ambasciatore Daniel Azzopardi
14.04.2026 – 16.44 – Un colloquio informale, aperto e ricco di occasioni di confronto sui legami profondi fra l’Italia, il Friuli-Venezia Giulia, Trieste e Malta, quello fra trieste.news e l’ambasciatore di Malta in Italia, Daniel Azzopardi, nel contesto della sua visita istituzionale. Daniel Azzopardi, ambasciatore di Malta a Roma dal 2024, è giovane per la carica, ma ha già esperienze molto significative: due anni a Bruxelles, quattro a Madrid, e da quasi due anni è in Italia. Incontriamo Azzopardi e Alberto Panizzoli, console onorario di Malta a Trieste, nella sede consolare di via Rittmeyer.
Può dirci, ambasciatore, in che modo lei stia strutturando la sua visita in Italia e cosa l’ha portato a Trieste?
“Malta è uno Stato europeo moderno con una storia lunga e sofisticata. Pur disponendo di risorse naturali limitate, gode di un’ottima posizione strategica e il popolo maltese ha sempre dimostrato un atteggiamento propositivo, accompagnato da un forte spirito di iniziativa. Da questa natura emergono anche grosse opportunità. In Italia ho cercato di uscire dalla sola dimensione romana — che è fondamentale sul piano istituzionale, ma non esaurisce il Paese, non racchiude in sé tutta l’Italia — per conoscere altre realtà. Trieste mi ha colpito per la città e per l’accoglienza; ho incontrato interlocutori molto dinamici, ad esempio sui temi dell’innovazione tecnologica, con preparazione tecnica molto estesa e conoscenze approfondite”.
Durante la visita ha incontrato il presidente Fedriga, le istituzioni locali e il mondo del porto di Trieste. Che impressione le è rimasta?
“Abbiamo avuto incontri significativi con prefetto e sindaco, con la Regione e con la presidenza del porto. Malta osserva con attenzione i sistemi portuali avanzati: il porto di Trieste lo è, e lavora su intermodalità, integrazione ferroviaria e reti. A Malta abbiamo una realtà di Freeport e dinamiche diverse da quelle di Genova, da quelle di Trieste, ma l’obiettivo comune è creare convergenza tra industria e infrastrutture”.
Molto importante, a Trieste, è il ruolo di contatto del consolato onorario, anche per lo sviluppo delle imprese.
“Il ruolo di Console Onorario della Repubblica di Malta a Trieste”, risponde Alberto Panizzoli, “è prima di tutto un ruolo di collegamento: favorire relazioni istituzionali, economiche e culturali tra Malta e il nostro territorio. La visita di Sua Eccellenza l’ambasciatore Daniel Azzopardi è molto importante perché rafforza questi rapporti, incontrando le principali autorità locali e realtà strategiche come il porto e il tessuto imprenditoriale. Oggi questo rapporto è più attuale che mai: molte aziende italiane operano a Malta e ci sono importanti collaborazioni economiche. Il mio impegno è rafforzare ulteriormente questi ponti”.
Può spiegare meglio, ambasciatore, il ruolo di Heritage Malta e il legame con Elettra, la macchina di luce di sincrotrone triestina?
“Heritage Malta è l’agenzia governativa che cura il patrimonio storico dell’isola: un volume enorme di lavoro, perché la storia umana a Malta affonda le sue radici in tempi lontanissimi. Dal passato al presente: ieri abbiamo visitato Elettra, il vostro sincrotrone: esiste già una collaborazione con Heritage Malta sui beni culturali e sull’archeometria, attraverso la quale i beni di interesse storico, archeologico, artistico e architettonico vengono inseriti nel contesto naturale in cui si sono trovati nel tempo. È un esempio concreto di scienza applicata alla comprensione del patrimonio: con Elettra analizziamo reperti e contesti archeologici maltesi per datare meglio i siti. A volte emerge che un insediamento, anche se già noto, è più antico di quanto si pensasse. Sono filoni di ricerca che rafforzano il senso di vicinanza tra sponde del Mediterraneo centrale. Un esempio altrettanto significativo è la nostra collaborazione a Trieste con l’OGS, dove, insieme all’Università di Malta, siamo impegnati in una ricerca altamente specializzata. Questo progetto si concentra sulla mappatura dei fondali marini per verificare se vi fossero movimenti di popolazioni tra Malta e la Sicilia migliaia di anni fa, in un’epoca in cui il livello del mare era più basso e le due aree erano collegate via terra. I risultati potrebbero far luce sulle origini della civiltà a Malta e contribuire a rispondere a importanti interrogativi legati ai templi megalitici, tra le più antiche strutture costruite dall’uomo al mondo”.
Molti nostri lettori conoscono Malta soprattutto attraverso l’Ordine dei Cavalieri. Posso chiederle, ambasciatore, come racconterebbe quel capitolo in poche battute?
“Dopo l’espulsione da Rodi, l’Ordine dei Cavalieri cercò una nuova sede. La tradizione attribuisce a Carlo V, nel complesso scenario del primo Cinquecento, il ruolo di offrire Malta — con le celebri condizioni «simboliche», fra storia e leggenda, legata anche alla cessione di un falco pellegrino ogni anno. Nel 1530 l’Ordine sbarca sull’isola; nel 1565 vive l’assedio degli Ottomani e vince, un evento che cambia la percezione europea di Malta e avvia la costruzione di La Valletta, oggi patrimonio UNESCO e pilastro del turismo. Poi, in sintesi molto rapida: per la nostra isola, la parentesi francese, anche con gli echi triestini del periodo napoleonico, poi il dominio britannico fino all’indipendenza nel 1964 e, infine, la chiusura delle basi militari britanniche nel 1979, quando Malta diventa pienamente padrona del proprio destino come repubblica”. “Trieste”, aggiunge il console onorario Alberto Panizzoli, “ha un legame storico molto forte con Malta. Il consolato esiste da decenni e, nel caso della famiglia Panizzoli, si è sviluppata una continuità di impegno su tre generazioni, pur non essendo un incarico ereditario. Personalmente, ho dedicato molti anni di studio a Malta, anche nel mio percorso accademico. E c’è poi una vicenda storica affascinante: dopo la conquista dell’isola da parte di Napoleone Bonaparte, l’ultimo Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Malta trovò rifugio proprio a Trieste, dove visse per circa un anno”.
Qual è stato il salto più difficile per l’economia maltese?
“Il 1979. È l’anno che segna per Malta una svolta enorme: da un’economia legata alla presenza militare dell’una o dell’altra nazione, agli arsenali e ai cantieri — in sostanza a un modello legato, fra virgolette, all’industria militare — si passa a un’economia di pace, a servizi, con neutralità militare. Malta è roccia: non ha risorse naturali, solo capitale umano. Su questa base si costruiscono manifattura, servizi finanziari, competenze linguistiche — l’inglese resta centrale insieme al maltese — e politiche per attrarre investimenti diretti. L’ingresso nell’Unione europea nel 2004 e l’adozione dell’euro nel 2008 sono le tappe più recenti di integrazione. Oggi il Paese registra indicatori di ricchezza elevati; il turismo resta centrale, insieme ai servizi, alle nuove tecnologie, al gaming regolamentato, all’educazione internazionale, e a filiere industriali di precisione e alto valore aggiunto”.
Spesso dall’esterno Malta viene descritta in termini di fiscalità: Malta paradiso fiscale. Come risponde a questa etichetta?
“È un tema su cui siamo molto attenti. Il sistema fiscale di Malta è parte di un pacchetto complessivo, il che rende Malta attraente per gli investimenti diretti esteri. Numerosi elementi incidono su questo scenario, tra cui energia, costi, etica del lavoro, sostegno alle imprese, contesto giuridico. Inoltre, il nostro assetto fiscale è pienamente legale ed è avallato da Bruxelles. Ciò è frutto di accordi con Bruxelles: non è il primo punto dell’attrattività agli investitori, ma un elemento di competitività in un’isola che deve persino produrre acqua dolce. Voglio ribadire che Malta non è un paradiso fiscale: le regole ci sono e vanno spiegate con chiarezza”.
Quali sono, oggi, per Malta, le priorità strategiche?
“Per la prima volta abbiamo messo a sistema una visione di lungo periodo — un piano articolato che lega competitività internazionale, settori ad alto valore aggiunto e tecnologia, a obiettivi di qualità della vita per i cittadini. L’iniziativa prende il nome di Malta Vision 2050 ed è sviluppata sotto il marchio ‘Malta shine here’. Restiamo fortemente europeisti: l’esperienza comunitaria ha reso Malta più sostenibile e strutturata. Al tempo stesso, essere isola alla periferia dell’Europa impone sfide su energia, politica estera e sicurezza delle rotte. La neutralità militare resta un pilastro, ma neutralità non significa indifferenza: vogliamo essere un ‘honest broker’, mediatori credibili in una regione complessa, come dimostrano anche i precedenti storici di dialogo tra grandi potenze e il lavoro nelle forme multilaterali”.
Quanto pesa l’Italia sul turismo maltese?
“L’Italia è stabilmente, per Malta, tra i mercati di provenienza più importanti; abbiamo molte rotte aeree, compresa Trieste, e collegamenti marittimi efficaci. C’è affinità culturale e domanda reciproca; sono certo che la vicinanza fra i nostri paesi si svilupperà ancora di più”.
In termini di interscambio, Malta importa molto dall’Italia: quali hub logistici osserva con più attenzione?
“L’Italia è un partner commerciale centrale. Sul piano portuale, Genova resta un riferimento principale, con altri scali che integrano flussi diversi; Trieste è, allo stesso modo, molto importante. L’obiettivo è approfondire relazioni non solo termini di numeri, ma progettuali, come avviene già con realtà scientifiche e con il confronto sulle riqualificazioni urbane legate al mare. Temi che a Malta abbiamo affrontato con progetti di rigenerazione e che a Trieste trovano espressione, ad esempio, nella trasformazione in corso del Porto Vecchio in Porto Vivo”.
Ambasciatore, cosa può significare Trieste per Malta oggi, al di là del simbolico?
“Un mercato europeo autentico ha bisogno di interconnessioni: il volo diretto Malta–Trieste apre possibilità concrete per imprese e startup locali, soprattutto nei segmenti ad alta intensità tecnologica, dove Malta non compete sul grande terreno industriale ma sul talento e sulla rapidità. Esistono strumenti istituzionali — come Malta Enterprise — che accompagnano gli investitori nel percorso di insediamento. Sui temi del gaming e della tecnologia regolamentata, Malta ha costruito competenze e norme nel tempo: le istituzioni locali che ho incontrato mostrano interesse per modelli di governance equilibrati, che favoriscono innovazione senza improvvisazioni. Molti contatti arrivano anche attraverso reti informali di fiducia: per questo il dialogo continuativo anche con giornalisti e operatori del Nord-Est è prezioso e resto disponibile a un dialogo regolare con chi, come la vostra testata, lavora su economia, territorio e futuro del Nord-Est. Come ambasciatore in Italia, la mia priorità è raccontare un Malta vera, seria, moderna, europea, capace di innovazione e di mediazione. Parlando della sua storia e delle molte cose che ci legano, senza dimenticare il percorso che ci ha portati a essere ciò che siamo oggi e l’importanza del progresso. Esistono narrazioni che descrivono Malta semplificando troppo molti temi, restando spesso solo in superficie: mi impegno a correggerle con fatti, incontri e cooperazione”.
La ringrazio molto.
[r.s.][Daniel Azzopardi, master in Contemporary European Studies presso l’Università del Sussex (Regno Unito) e laurea di primo livello in Studi europei presso l’Università di Malta, ha intrapreso la carriera nella pubblica amministrazione maltese nel 2007. Il suo primo incarico è stato quello di funzionario presso la divisione per la pianificazione e il coordinamento delle priorità dell’Ufficio del Primo ministro, con competenze sulla gestione dei fondi dell’Unione europea. Nel marzo 2009 ha assunto il suo primo incarico a Bruxelles come addetto tecnico responsabile dei fascicoli Energia e Trasporti terrestri presso la Rappresentanza permanente di Malta presso l’Unione europea, incarico che ha ricoperto fino al 2015. All’inizio del 2016 è rientrato a Malta come Chief Executive Officer dell’Energy and Water Agency, ente governativo incaricato di elaborare e attuare la politica nazionale maltese in materia di energia e acqua. Nel 2018 Azzopardi è stato nominato Ambasciatore straordinario e plenipotenziario, rappresentante permanente di Malta presso l’Unione europea; nell’agosto 2020 è stato quindi nominato Ambasciatore di Malta presso il Regno di Spagna. Il 30 agosto 2024, è stato nominato Ambasciatore presso la Repubblica italiana.]




