Medio Oriente: tregua temporanea o nuovo slancio dei mercati?

Dopo oltre un mese di conflitto, che ha causato la più significativa disruption delle forniture energetiche mai registrata, e con i mercati che ormai non scontavano più una rapida de-escalation, l’annuncio di una tregua di due settimane ha riacceso l’ottimismo degli investitori.
In questo contesto, delineiamo i principali impatti osservati nei vari segmenti di mercato e presentiamo il nostro approccio di investimento, cogliendo le opportunità offerte da un contesto che ora garantisce maggiore visibilità.
Il rimbalzo è sostenibile?
I mercati hanno accolto con entusiasmo questo rinnovato ottimismo, con gli asset di rischio che hanno recuperato una parte significativa delle perdite accumulate dalla fine di febbraio. Azionario e credito hanno guidato il movimento, con circa la metà delle perdite recuperate in una sola seduta. Detto ciò, l’ottimismo resta condizionato. Gli investitori sembrano bilanciare la prospettiva di una de-escalation credibile con un persistente scetticismo. Le incertezze legate allo Stretto di Hormuz e alla tenuta della tregua restano concrete, in particolare nei mercati energetici e lungo la curva dei rendimenti. Di conseguenza, il settore dell’energia ha recuperato solo circa il 10 – 15%, mentre i tassi hanno riassorbito appena il 15 – 25% del movimento iniziale, con il mercato che continua a prezzare più di due rialzi dei tassi della Bce quest’anno, a fronte di timori legati a persistenti le pressioni inflazionistiche.
Inoltre, sebbene i livelli di valutazione si siano in parte normalizzati durante il conflitto, l’adeguamento è stato contenuto: i premi per il rischio sul credito si sono ampliati solo leggermente, mentre i multipli azionari restano elevati, nascondendo una significativa dispersione tra settori. Una certa dose di negatività è già stata incorporata, ma uno scenario di peggioramento estremo non sembra ancora pienamente riflesso nei prezzi. Questo rafforza la necessità di mantenere un approccio prudente e selettivo.
Verso una maggiore dispersione
Il rimbalzo si è rivelato altamente disomogeneo tra le diverse classi di attivo.
Azionario
Nell’azionario, il recupero è stato trainato dai settori ciclici (industriali, beni di consumo discrezionali, banche), che erano stati i più colpiti durante il conflitto. Il settore dell’energia, dopo un forte rialzo legato alla crisi iraniana (+23%), ha riportato una correzione marginale (-4,8%), riflettendo le tensioni ancora presenti nei mercati delle materie prime. I settori difensivi (sanità, beni di prima necessità) non hanno offerto protezione durante la fase di ribasso e sono rimasti ai margini anche nel rimbalzo. Infine, il settore del software ha registrato guadagni limitati, evidenziando persistenti criticità strutturali.
Inoltre, la rotazione settoriale, già in atto prima del conflitto, è tornata nuovamente in primo piano. Analizziamo il mercato azionario attraverso quattro pilastri essenziali: restiamo disciplinati negli entry point e privilegiamo potenziali di valutazione non eccessivi. Allo stesso tempo, ci concentriamo su catene di approvvigionamento resilienti, sostenute da diversificazione, gestione efficiente delle scorte e, ove opportuno, reshoring parziale. Diamo inoltre priorità a società con comprovato potere di determinazione dei prezzi e capacità di preservare i margini, supportate da brand forti o da significative barriere all’ingresso. Infine, resta essenziale limitare l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia e alle dinamiche del Medio Oriente.
Credito
Sebbene il credito abbia sottoperformato durante il conflitto, il segmento confermato il suo ruolo centrale nell’allocazione di portafoglio grazie alla capacità di generare rendimento e carry, anche in un contesto volatile. La limitata correzione e il forte rimbalzo rafforzano ulteriormente la validità della nostra tesi di investimento.
Qual è il nostro posizionamento?
In Tikehau Capital, nei nostri fondi liquidi, pur mantenendo un approccio prudente. La maggiore visibilità consente una riallocation selettiva.
Azionario
A marzo abbiamo aumentato selettivamente la nostra esposizione a determinati titoli europei della difesa, la cui performance di mercato era rimasta indietro rispetto a quanto il contesto geopolitico avrebbe potuto suggerire. A nostro avviso, l’aumento dei budget militari sta alimentando un trend positivo e duraturo per il settore, accompagnato da nuove opportunità di export. Abbiamo inoltre rafforzato la nostra posizione nelle banche europee in vista di un rimbalzo e adeguato la nostra esposizione al comparto industriale.
A seguito del rebound dell’8 aprile, abbiamo moderatamente aumentato il profilo di rischio del fondo per allinearci al momentum in atto. Abbiamo inoltre effettuato rotazioni di portafoglio: aumentando l’esposizione ai settori che avevano corretto (in particolare alcuni segmenti del comparto industriale) e prendendo profitto sui titoli che avevano sovraperformato a marzo. Infine, manteniamo la nostra convinzione nel settore tecnologico, le cui valutazioni si sono normalizzate negli ultimi mesi.
Credito
Avevamo già ridotto in modo significativo la nostra esposizione al rischio di credito e alla volatilità alla fine del 2025, prendendo profitto sugli AT1 dopo la loro sovraperformance rispetto alle obbligazioni corporate. L’esposizione ai settori sensibili ai prezzi dell’energia, come automotive e trasporti, resta marginale. Non è stata effettuata alcuna riallocazione significativa: l’allocazione rimane altamente selettiva, con un beta contenuto e una sensibilità ai tassi di interesse inferiore a quella degli indici, nell’attuale contesto ancora volatile.
*Head of Capital Markets Strategies, di Tikehau Capital
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