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Appeal maschile ieri e oggi. Di Enzo Pedrocco

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Ah! Ah! Ah! Rido ovviamente, pur consapevole del rispetto dovuto a ogni persona, solo perché trovo oggettivamente divertente il tutto: la mise fuori luogo, la simpatia che il personaggio suscita d’acchito, la pancia esibita con disinvoltura e senza remora alcuna… etc.

Eppure, stenterete a crederlo, e susciterà di certo in voi  ilarità e scetticismo, ma vi fu un tempo in cui una pancia siffatta costituiva un appeal per le donne in genere oggigiorno inimmaginabile. Mi riferisco agli anni di miseria, di povertà e di bisogno della guerra e dell’immediato dopoguerra, in cui l’affermarsi pressoché generalizzato, esasperato e discutibile di un certo dietismo e salutismo ai fini estetici e salutistici dei nostri giorni era ovviamente ancora assai lungi dal divenire, oltre che dal poter essere anche soltanto immaginato.

In tali anni ricordo, infatti, che non era infrequente l’ostentazione disinvolta e orgogliosa dei propri chili in più da parte di molti uomini quale simbolo di opulenza e benessere, consapevoli che agli occhi delle donne in genere acchiappavano molto di più rispetto all’assenza di essi del magro, nonostante talvolta fosse bello, ma che si supponeva a priori, tuttavia, che fosse perlopiù squattrinato.

E, del resto, credo che esse ne avessero ben donde: la priorità di quegli anni particolari più che l’amore sincero e romantico, che peraltro per una minoranza privilegiata tuttavia c’era, era piuttosto la necessità quotidiana di mettere insieme assolutamente pane e companatico.

Enzo Pedrocco


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