Scienza e tecnologia

Amazon accusata di alzare i prezzi online: le email interne

Amazon è il più grande retailer del mondo, e da quella posizione può fare cose che altri non potrebbero nemmeno immaginare. Peccato che quello di cui parliamo oggi non sia esattamente lusinghiero. Lo stato della California lo sta accusando di usare esattamente quel potere per alzare i prezzi su tutto l’Internet, non solo sul proprio sito: dai pannolini ai vestiti ai mobili. E ora, grazie a email interne finalmente desecretate, sappiamo in che modo, almeno secondo la procura.

La causa era stata avviata già nel 2022, ma le email citate dal procuratore generale Rob Bonta offrono, come scrive il New York Times, “una rara visione dietro le quinte di come Amazon gestisce il suo impero da 2.660 miliardi di dollari”.

Secondo la procura, Amazon opererebbe attraverso tre meccanismi distinti per spingere i prezzi verso l’alto su tutta la rete, non solo sulla propria piattaforma.

Il primo schema funziona così: Amazon propone a un concorrente di smettere entrambi di fare price matching su un prodotto.

Uno dei due alza il prezzo, l’altro lo segue. Risultato: entrambi guadagnano di più, il consumatore paga di più.

Il secondo è speculare: quando Amazon vede un rivale vendere a un prezzo che considera non redditizio, fa pressione sui fornitori affinché convincano il concorrente ad alzare il prezzo. Una volta che il rivale cede, Amazon si adegua al nuovo prezzo più alto.

Il terzo è forse il più aggressivo: Amazon spingerebbe i fornitori a rimuovere i propri prodotti dalle piattaforme che li vendono a prezzi più bassi. In questo modo non è costretta ad abbassare i propri prezzi per competere, e il consumatore non trova alternative più convenienti.

In molti dei casi documentati nelle email, i fornitori si sono adeguati alle richieste nel giro di un giorno, evidentemente per paura di essere penalizzati o rimossi dalla piattaforma.

Un portavoce di Amazon ha sminuito il tutto, affermando che queste email non sono nuove e che il Procuratore generale della California ne è in possesso da anni e ora ne sta esagerando l’importanza in vista del processo.

A questo proposito, l’udienza relativa alla richiesta di provvedimento in via cautelare è fissata per il 23 luglio, mentre il processo dovrebbe iniziare nel gennaio 2027, quindi non ci aspettiamo una risoluzione rapida della vicenda. Se le accuse fossero confermate però, significherebbe che il mercato online non funziona come ci aspettiamo, e che pagare di più non è mai solo colpa dell’inflazione.


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