Veneto

Omicidio alla Baita al Lago, Taha Bennani resta in cella: negati i domiciliari


Non sono emersi elementi a favore dell’indagato che possano essere il presupposto per la modifica della misura cautelare. Con questa formula il presidente della Corte d’Assise Alberto Fraccalvieri ha detto “no” alla richiesta di mettere ai domiciliari Taha Bennani, uno dei due giovani (l’altro è Badre Rouaji) accusati dell’omicidio di Lorenzo Cristea, il 20enne di Trebaseleghe accusa di aver ucciso il giovane a coltellate la mattina del 4 maggio 2025 in via Pagnana a Castelfranco, non lontano dal parcheggio della discoteca “Baita al Lago”. La decisione – presa dal presidente della Corte dopo che l’istanza, presentata dagli avvocati Paola Miotti e Fabio Targa era stata presentata al gup Piera De Stefani, che però si era dichiarata incompetente perché il fascicolo era già passato al dibattimento – marca insomma la differenza nelle responsabilità che Bennani avrebbe rispetto a Rouaji (difeso dall’avvocato Fabio Crea).

Nei confronti del 22enne di origine marocchina era stata emessa una ordinanza di custodia cautelare tre giorni dopo il delitto e il provvedimento del gip Marco Biagetti faceva riferimento alla sussistenza di un “altissimo pericolo di reiterazione delle condotte”. Ma per i difensori l’attività d’indagine non avrebbe consentito di definire con chiarezza le condotte lesive del 22enne. Piuttosto dalle indagini emergerebbe con “sufficiente certezza” che Bennani non avrebbe tenuto comportamenti aggressivi all’interno della discoteca Baita al Lago nei momenti antecedenti la rissa. tanto più, si leggeva nella richiesta, l’omicidio infatti sarebbero maturato in un contesto del tutto peculiare e specifico quanto a modalità, tempi e luoghi, con Bennani che si sarebbe trovato ad essere coinvolto in una rissa all’uscita di una discoteca, in orario notturno e in manifesta disparità numerica e “presumibilmente, di inferiorità di forza e struttura fisica rispetto agli altri corrissanti, i quali, in buona parte, hanno confermato la propria responsabilità in ordine alle condotte contestate mediante una scelta processuale precisa”, ovverosia un patteggiamento.

Di tutt’altro parere il giudice, che avrebbe ravvisato anche il pericolo di fuga. Il processo per la morte di Cristea in cui Taha e Badr sono accusati anche del tentato omicidio del 22enne Alessandro Bortolomai e di lesioni nei confronti del 19enne Emanuele Billiato, due che facevano parte della compagnia di Cristea, inizierà il prossimo 19 giugno. Oltre a Bennani e a Rouaji davanti alla Corte d’Assise ci saranno gli stessi Bortolami (difeso dall’avvocato Luca Dorella) e Billiato (difeso dall’avvocato Pierantonio Menapace), che dovranno rispondere di rissa aggravata. Per lo stesso reato avevano invece patteggiato una pena di 9 mesi Alessandro Pepe (19 anni, difeso dall’avvocato Luciano Gazzola), Riccardo Gregato (20 anni, difeso dall’avvocato Marco Vocaturo) e Jacopo Baratto (19 anni, difeso dagli avvocati Elena Rebecchi e Alfredo Scarpa Gregory).


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