Nel carcere di Capanne arriva una palestra: «Sport strumento fondamentale di rieducazione»

Ha preso il via mercoledì, nella casa circondariale di Perugia–Capanne, il nuovo programma di attività motoria rivolto alla popolazione detenuta maschile e femminile. L’iniziativa, promossa dal Comune di Perugia in collaborazione con diversi partner pubblici e privati, punta a utilizzare lo sport come strumento di inclusione, benessere e reinserimento sociale. Alla presentazione erano presenti l’assessore allo sport Pierluigi Vossi, la direttrice dell’istituto Antonella Grella, il presidente della Uisp regionale Fabrizio Forsoni, l’amministratore della palestra Corpus Gianfranco Mastrangelo e il presidente del Lions Club Perugia Host Lino Le Voci.
Il progetto dà attuazione al protocollo d’intesa sottoscritto nel giugno dell’anno scorso tra il Comune e il carcere di Capanne, con l’obiettivo di promuovere percorsi sportivi, educativi e sociali per le persone sottoposte a procedimento penale. L’iniziativa coinvolge una rete di soggetti che, attraverso l’attività fisica, mira a ridurre le tensioni interne, favorire la rieducazione e contribuire a diminuire il rischio di recidiva.
Determinante il contributo dei partner. Il Comune ha coordinato e sostenuto economicamente il progetto, mentre la Uisp regionale ha messo a disposizione istruttori qualificati, Christian Cannoni e Martina Trottolini. La palestra Corpus ha donato quindici attrezzature professionali Technogym, tra cui tapis roulant, ellittiche e macchine isotoniche, a cui si aggiungono quattro macchinari donati dal Lions Club Perugia Host in collaborazione con il Lions Club Caserta Host.
«Grazie a tutti a voi – ha detto la direttrice Antonella Grella – questo progetto consentirà alle detenute e ai detenuti di svolgere attività fisica in spazi attrezzati e adeguati, contribuendo al miglioramento del benessere psicofisico e alla gestione delle dinamiche interne all’istituto». Un concetto ripreso anche dall’assessore Pierluigi Vossi, che ha sottolineato come «l’attività motoria negli istituti penitenziari è un elemento essenziale di salute, dignità e sicurezza collettiva», evidenziando il valore rieducativo dello sport nel favorire disciplina e capacità relazionali.
Sulla stessa linea l’intervento di Gianfranco Mastrangelo, che ha spiegato come Corpus abbia aderito «con convinzione» al progetto per offrire «un servizio di qualità» anche in un contesto complesso come quello carcerario, con l’obiettivo di promuovere nuove consapevolezze personali. Il valore civile dell’iniziativa è stato ribadito da Lino Le Voci, secondo cui «lo sport in ambito penitenziario non è solo svago, ma uno strumento fondamentale di rieducazione».
Il presidente della Uisp Fabrizio Forsoni ha ricordato che l’associazione «mette sempre al centro la persona», esprimendo soddisfazione per la collaborazione con il Comune. Infine, gli istruttori Christian Cannoni e Martina Trottolini hanno sottolineato lo spirito dello scambio reciproco che caratterizzerà il percorso: «Noi daremo qualcosa a loro e così faranno loro con noi».
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