Emilia Romagna

Faceva quel lavoro da un mese

Sono passati due mesi dalla morte di Rayan Lassoued, il 21enne cesenate che lo scorso aprile è morto dopo essere precipitato dal tetto di un’azienda in via Ricasoli, nella zona industriale delle Bassette di Ravenna. Al momento la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, l’accusa sarebbe di omicidio colposo aggravato. 

Il ragazzo, nato a Rimini e residente a Cesena, lavorava insieme al padre in un’impresa con sede a Sala di Cesenatico esperta nella realizzazione di coperture per edifici privati e industriali. Un lavoro, quello della impermeabilizzazione dei tetti, che Rayan aveva iniziato a fare da appena un mese e che a Ravenna stava svolgendo per conto di un’altra azienda subappaltatrice da neanche un giorno. “Non vedeva l’ora di ricevere la sua prima busta paga – racconta la madre Adriana –. Mi diceva ‘mamma vedrai così ti potrò aiutare’. Ma non l’ha neanche vista”. 

infortunio bassette 9 aprile
I soccorsi nel luogo dell’infortunio (foto Argnani)

Sulle responsabilità per la morte di Rayan al momento però tutto tace. Come riferisce l’avvocata Eleonora Montaletti, che assiste la famiglia, la Procura avrebbe aperto un fascicolo contro ignoti ma nessuno, dopo due mesi, sarebbe ufficialmente indagato per la morte del ragazzo, nonostante nelle settimane scorse si fosse parlato di un possibile indagato con l’accusa di omicidio colposo aggravato. “Abbiamo depositato in questi giorni una memoria alla Procura per chiedere che qualcuno venga iscritto in questo fascicolo ma allo stato attuale il procedimento penale rimane contro ignoti – spiega la legale della famiglia, Eleonora Montaletti –. Noi immaginiamo che il datore di lavoro di Rayan sarà tra coloro che verranno indagati, anche rispetto alle responsabilità dal punto di vista civilistico, ma siamo con le mani legate”.

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Il cantiere nel quale stava lavorando il 21enne, nei giorni successivi all’incidente sarebbe stato posto sotto sequestro dagli investigatori. Una delle piste seguite dalla Procura riguarderebbe infatti la mancata segnalazione di un’area del tetto del capannone: una superficie non delimitata dalla quale il ragazzo sarebbe caduto durante i lavori di manutenzione.

In assenza della richiesta di incidente probatorio, oggi la famiglia rimane in attesa della chiusura delle indagini per avere qualche certezza sui profili di responsabilità individuati dagli investigatori. Nel frattempo, a supporto dei genitori del ragazzo, è stata lanciata anche una raccolta fondi, mentre i sindacati hanno dato il via a una staffetta di solidarietà in ricordo di Rayan con uno striscione che, a tappe, verrà appeso nelle sedi di Cgil Forlì Cesena, Cisl Romagna e Uil Cesena.


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