Minori al lavoro a quota 22% in regione. Aumentano gli infortuni: in 4 anni più di 5mila – Cronaca
BOLZANO. Il Trentino-Alto Adige ha la percentuale più alta d’Italia per la presenza di lavoro minorile. Questo quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’osservatorio UNICEF dedicato alla prevenzione dei danni alla salute dei minori in Italia. Una lettura che sembra aver colto nel segno anche in regione visto che a fronte di oltre il 22% dei minori sopra i 15 anni occupati, continua a crescere nel tempo anche il numero delle denunce di infortunio che in quattro anni, dal 2020 al 2024, hanno interessato oltre 5mila ragazze e ragazzi. Due tra queste hanno avuto un esito mortale.
I minori lavoratori. Secondo il rapporto in Trentino-Alto Adige su 34.228 minori tra i 15 e i 17 anni, ben 7.716 hanno avuto un’occupazione durante l’anno, ossia il 22,54%. Rappresenta la più alta incidenza dello «stivale», ben sopra la seconda e la terza «classificata», ossia Valle d’Aosta (17,46%) e Abruzzo (8,19%). Il dato, però, va letto accanto ad un numero materialmente non rilevabile, ossia quello del «lavoro sommerso». Molto realisticamente il lavoro minorile in regione è infatti maggiormente registrato, contrattualizzato e tracciato, rispetto ad altre regioni d’Italia dove migliaia di under 18 lavorano nell’ombra: nei campi, nei cantieri, nei retrobottega o nella ristorazione.
I tipi di lavoro. Nonostante non sia presente un dato regionale, è possibile farsi un’idea della tipologia di occupazione minorile dall’indice nazionale. Nel 2025 la stragrande maggioranza dei minori (73.348) era nel calderone dei «dipendenti», una macro categoria che include molte professioni, comprese la ristorazione e il turismo, sempreverdi del Trentino-Alto Adige. Al secondo posto tra le occupazioni quella degli operai agricoli (6.087) seguita dai minori impiegati tramite voucher (867). Tra i lavori meno gettonati quello dei domestici (62 in tutta Italia).
Il nodo infortuni. Tornando al contesto regionale, contestualmente all’aumento dei minori lavoratori, aumentano purtroppo anche gli infortuni registrati. Nel 2024 in Trentino-Alto Adige sono state depositate infatti 1.324 denunce su 7.446 lavoratori minorenni totali, ossia il 17,78% del totale. Se consideriamo l’arco di quattro anni (dal 2020 al 2024) la regione strappa un quinto posto nel primato negativo con 5.037 denunce di infortunio totali, ossia il 7,12% di tutte quelle d’Italia. Due di questi infortuni, entrambi nel 2023, sono risultati mortali. Se guardiamo allo storico delle percentuali di denunce di infortunio degli under 18 in regione è facile constatarne l’aumento. Il territorio è passato infatti dalle 563 denunce del 2020 alle oltre già citate 1300 del 2024. La percentuale più alta colpisce negli anni sempre più il genere maschile, tradizionalmente occupato in settori a maggiore rischio fisico. Nel 2024 le denunce di infortuni per giovani uomini sono stati 847, mentre per le giovani donne 477.
Gli under 19. Se allarghiamo la forbice di soli due anni, integrando nei numeri anche i diciottenni e diciannovenni, lo scenario cambia notevolmente. Con 24.135 occupati in questo caso strappiamo un settimo posto a livello regionale, ben sotto i 72.961 della Lombardia. Da sottolineare però che i numeri sono, di anno in anno, in aumento. Dal 2020 al 2024 in Trentino-Alto Adige gli under 19 occupati hanno infatti registrato un’impennata del 42,41%, che seppure importante è in realtà la più contenuta d’Italia. Aumentata la forbice crescono anche gli infortuni: per gli under 19 dal 2020 al 2024 sono oltre 19mila.




