Olanda e Giappone pareggiano 2 a 2, la Svezia travolge la Tunisia
Dalle partite della notte di lunedì 15 giugno arrivano indicazioni interessanti. Olanda e Giappone offrono spettacolo e pareggiano un match che ciascuna delle due squadre avrebbe potuto fare proprio. La Costa d’Avorio dimostra solidità e cinismo, qualità fondamentali nei tornei brevi, battendo l’Ecuador sul filo di lana.La Svezia travolge la Tunisia e lancia un segnale forte: organizzata, efficace e con grande qualità offensiva, potrebbe essere una delle sorprese della competizione.
Olanda – Giappone 2 a 2
All’AT&T Stadium di Arlington, in Texas, Olanda e Giappone danno vita a una gara intensa e ricca di emozioni, soprattutto nella ripresa. Il primo tempo scivola via senza reti, con gli Oranje più propositivi ma incapaci di concretizzare e con il Giappone ordinato e attento in fase difensiva. Nella seconda parte di gara cambia completamente il copione. A sbloccare il match è il capitano olandese Virgil van Dijk, che al 51’ svetta su calcio piazzato e firma il vantaggio. La reazione giapponese non tarda: pochi minuti dopo Keito Nakamura trova il pari con un tiro preciso dal limite, riportando tutto in equilibrio.
L’Olanda continua a spingere e riesce nuovamente a portarsi avanti con Crysencio Summerville, autore di un bellissimo gol a giro che sembra indirizzare definitivamente la partita. Ma il Giappone dimostra grande carattere e, proprio quando il match sembra deciso, trova il definitivo 2-2 all’89’: su corner, la deviazione vincente è di Daichi Kamada, che gela gli olandesi.
L’Olanda ha mostrato qualità e controllo del gioco, ma ha pagato la difficoltà nel gestire il vantaggio. Il Giappone, invece, si conferma squadra compatta e mentalmente forte, capace di non arrendersi mai. Tra i migliori spiccano Van Dijk, dominatore nel gioco aereo, e Nakamura, sempre pericoloso tra le linee.
Costa d’Avorio – Ecuador 1 a 0
A Philadelphia arriva invece una vittoria sofferta ma preziosissima per la Costa d’Avorio, che supera l’Ecuador per 1-0 grazie a un gol nei minuti finali. La partita è tutt’altro che bloccata: per lunghi tratti è l’Ecuador a fare la gara, costruendo molte occasioni e colpendo più volte pali e traverse. I sudamericani dominano il ritmo e sembrano più vicini al gol, ma la scarsa precisione sotto porta li penalizza.
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