venti denunce per incendi boschivi dal 1° giugno
PIEMONTE – Lo scenario critico sul fronte incendi nella nostra regione ha richiesto un’intensificazione dell’attività di prevenzione e vigilanza da parte dei Carabinieri Forestali. Il corpo dell’Arma ha avviato a partire dal 1° giugno oltre 600 operazioni mirate, tra controlli e investigazioni, su tutto il territorio regionale, volte sia alla dissuasione sia alla repressione degli illeciti.
Da allora a oggi sono 129 gli incendi sui quali sono intervenuti i Forestali. A certificare l’incremento anomalo, dovuto soprattutto al mutamento climatico, il dato sullo scorso anno, quando nello stesso periodo erano stati soltanto 35 gli eventi in cui gli operatori erano stati chiamati a far luce.
Le particolari condizioni ambientali hanno favorito diversi incendi da fulmine, tipici dei periodi più caldi e siccitosi quando l’avvento di fronti temporaleschi innesca la caduta di fulmini al suolo, soprattutto in area montana. Dal 1° giugno se ne contano ben 18: quattro degli incendi più gravi, quello di Premosello Chiovenda nel Verbano-Cusio-Ossola del 1° luglio, di Valprato Soana nel Parco Nazionale del Gran Paradiso del 22 luglio, del Monte Barone nel biellese del 3 agosto e quello di Mornese (Alessandria) del 5 agosto, sono imputabili a tale origine.
20 persone sono state denunciate negli ultimi due mesi e mezzo per il reato di incendio boschivo, mentre sono state 32 le violazioni amministrative contestate per accensioni vietate per un controvalore complessivo di € 91.450. Il reato di incendio boschivo prevede la pena della reclusione, per l’ipotesi dolosa, da 6 a 10 anni, mentre per quella colposa da 2 a 5 anni.
Nel caso di accensioni pericolose o in prossimità di aree boschive durante il periodo di grave pericolosità, anche nel caso in cui non si sprigioni un incendio, è prevista una sanzione amministrativa.
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