Bolzano è bloccata dai contadini»

BOLZANO. «Le avessi dette io queste cose sarei, come sono stato, tacciato di essere antitedesco e nazionalista». Invece è uno specchiato progressista e si chiama Stefano Fattor, consigliere comunale del Pd, ex assessore alla Mobilità. Chi ha detto, invece: «La componente dell’Svp ora maggioritaria, il Bauernbund, è qualcosa che ha poco a che fare con lo sviluppo di una città. In campagna va bene, ma qui…»?
Risposta: parole di Klaus Ladinser, per un decennio vicesindaco Volkspartei al fianco di Luigi Spagnolli. Ma non basta. Ladinser ha detto, l’altro giorno sulle colonne dell’Alto Adige dopo aver a lungo evitato di parlare di politica, anche questo: «È impressionante come la Provincia sia riuscita in tutti questi decenni a non fare nulla per il capoluogo. Non una strada, una rotonda, una qualche di tangenziale. Quando invece anche il più piccolo borgo di valle ha adesso una circonvallazione che gli porta via tutto il traffico. L’atteggiamento della Provincia su Bolzano è stato impressionante nella costanza con cui ha evitato qualsiasi intervento di attenuazione del disagio del capoluogo. Il quale ha le stesse strade di 30 anni fa».
Parole sante, per molti. Ma dette da uno storico esponente Svp – pur di una Svp di antico lignaggio… – è stato come aprire il vaso di Pandora.
Che dire, Stefano Fattor?
Ha detto quasi tutto l’amico Klaus.
Ma lo ripete da tempo anche lei, che con la Svp è stato in giunta come assessore.
Ma vale la pena rileggerla per capire, aldilà delle polemiche tra partiti “italiani”, perché Bolzano in undici anni è schizzata in cima alla classifica delle città con le case più care d’Italia con un traffico che, pur in mano Svp per 70 anni (altro che i miei miseri 4 anni e mezzo) allo stato attuale, non migliorerà mai.
Non è che prima fossero rose e fiori, no?
Tuttavia, se si pensa che prima di Ladinser, per dirne una, alla mobilità ci sono stati Pichler Rolle, vicesindaco e Obmann, o Herbert Mayr o la Bauer Polo e nessuno ha saputo portare a casa niente di niente.
E sulla casa?
Almeno con loro si poteva parlare e infatti sono stati fatti Druso est, Firmian, Casanova, anche Prati di Gries.
Ma poi il Pd stesso ha passato l’urbanista alla Svp, togliendosela di mano.
È arrivato l’errore politico di Caramaschi di darla alla Volkspartei e in particolare a Walcher, contadino.
Dunque al Bauernbund.
Il quale nel frattempo ha piazzato sei suoi rappresentanti a capo dei nove Bezirke di Bolzano, anzi qui in città di chiamano Ortsgruppe. E Stadtobmann è diventato Berger, pure lui contadino. Ovvio che anche chi non è contadino come Konder da questa situazione del partito non può che essere condizionato.
Risultato?
Bolzano bloccata nello sviluppo e prezzi delle case alle stelle. In nome dell’ipocrisia del “no al consumo di suolo” a Bolzano non si tocca un metro di meleti, ma in provincia si continuano ad ampliare alberghi e a costruire piste da sci, ambientalmente incredibilmente impattanti.
Poteva essere diverso?
Beh, se si dà un’occhiata al piano di Piacentini del 1941 per una Bolzano da 100.000 abitanti ma che allora ne aveva 42.000, si capisce perché siamo arrivati alla congestione di oggi. Selva Gardena, 2.600 abitanti, paradiso del turismo d’élite, si è vista approvare dalla Provincia il progetto di circonvallazione da 97 milioni di euro (due gallerie e tre ponti) e ha bandito la gara per una sala congressi da 1.000 posti dal costo di 40 milioni.
Facciamo la somma?
Mettendo insieme le due opere si arriva a una media di 50.000 euro di investimento pubblico ad abitante.
Cosa si può aggiungere a questo scenario?
Facciamo un gioco. Se una cifra equivalente venisse spesa per gli abitanti del capoluogo, ci sarebbero da fare investimenti per 5,2 miliardi. Se fossi un sindaco di Bolzano con a disposizione anche solo la metà di quella cifra potrei garantire la soluzione di tutti i problemi; casa e circonvallazioni e mi avanzerebbero pure i soldi per spostare in galleria l’A22.
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