Friuli Venezia Giulia

Frontiere, decreto amplia le zone di transito in 25 province: c’è anche la Marca


Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 10 agosto il decreto del ministero dell’Interno del 21 luglio 2026, che ridefinisce la mappa delle zone di frontiera e di transito sul territorio italiano. Il provvedimento espande l’elenco degli snodi strategici marittimi, aerei e terrestri in cui le autorità e le forze di polizia potranno applicare direttamente la disciplina amministrativa e le procedure operative di frontiera. Tra le province coinvolte c’è anche Treviso, così come tutte le province di Veneto e Friuli. Uniche eccezioni: Rovigo, Gorizia e Trieste.

Procedure accelerate e screening

Il decreto risponde all’esigenza di adeguare la rete dei controlli alle nuove dinamiche dei flussi migratori e di dare piena attuazione alle procedure accelerate previste dal nuovo Patto asilo-migrazione. In queste aree, le domande di protezione internazionale possono essere esaminate con iter veloci, fino all’eventuale rimpatrio o respingimento. Chi fa ingresso o viene condotto in queste zone è considerato formalmente non ancora entrato nel territorio nazionale per tutta la durata delle verifiche iniziali e dello screening.

Le 25 province interessate

Il provvedimento individua nuovi centri per l’espletamento delle procedure accelerate di frontiera in 25 province: Asti, Belluno, Benevento, Bologna, Ferrara, Genova, Imperia, La Spezia, Latina, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Padova, Pordenone, Reggio Calabria, Savona, Siena, Treviso, Udine, Varese, Venezia, Verona, Vibo Valentia e Vicenza.


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