Quelle strisce bianche sulle ali delle cornacchie
Nuovo aggiornamento dal CRAB, il Centro Recupero Animali Selvatici di Bolzano, con il consueto supporto della dottoressa Anna Sturaro, tra percorsi di recupero che procedono bene e situazioni cliniche decisamente più delicate.
Tra le note positive ci sono i progressi di alcuni piccoli ospiti del centro: una cinciarella, una capinera e alcune cince more stanno affrontando bene la fase di riabilitazione. Si tratta di un segnale incoraggiante anche perché questi esemplari non necessitano della complessa alimentazione assistita ogni 60-90 minuti, tipica dei soggetti più fragili o molto giovani, permettendo così un recupero più lineare verso il ritorno in natura.


Più preoccupante, invece, il caso di due cornacchie arrivate in modo distinto recentemente al CRAB con evidenti striature bianche sulle ali. Un’anomalia che, spiega la dottoressa Anna Sturaro, è spesso collegata a carenze minerali importanti, con conseguenze anche serie sulla capacità di volo. “Purtroppo queste alterazioni spesso lasciano poco margine di intervento. Generalmente sono la conseguenza di problemi metabolici. Sulle piume osserviamo talvolta anche linee orizzontali, le cosiddette barre da stress, che rappresentano un ulteriore segnale di carenze nutrizionali o metaboliche. In alcuni casi troviamo persino fratture patologiche dovute alla carenza di calcio: l’osso diventa così fragile da potersi rompere in maniera anomala anche in assenza di un trauma vero e proprio”.

C’è infine anche una buona notizia sul fronte delle liberazioni: un piccione arrivato al centro con alcune ferite è stato rimesso in libertà dopo il completamento delle cure. E altri due piccioni, attualmente ospitati nella voliera esterna, sembrano ormai pronti a seguire lo stesso




