Lo stadio Ferraris dichiarato “opera strategica nazionale” per Euro 2032: cosa succede adesso

Genova. Lo stadio Luigi Ferraris di Genova è stato inserito tra le opere strategiche nazionali: “Un passaggio fondamentale verso la conclusione dell’iter che consentirà alla città di candidarsi a ospitare Uefa Euro 2032“, sottolinea il viceministro Edoardo Rixi annunciando la novità contenuta nell’ultimo decreto legato all’organizzazione dei prossimi campionati europei di calcio.
Da quanto si apprende, grazie a questo status scatteranno procedure accelerate e semplificate per autorizzazioni, pareri e approvazioni amministrative. Un passo ulteriore rispetto a quanto già previsto nella Legge Stadi.
“Il concerto dei ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Economia e dello Sport sul Dpcm rappresenta un’assunzione di responsabilità chiara da parte del Governo per accompagnare anche Genova in un percorso di rilancio infrastrutturale e sportivo di livello europeo – continua Rixi -. Un percorso definito, sostenuto dal Governo, che riconosce il valore storico, sportivo e urbano di uno degli stadi più iconici d’Italia. Genova merita infrastrutture moderne, funzionali e all’altezza delle grandi capitali europee”.
A rivendicare il provvedimento sono i consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua: “È l’ennesima prova tangibile di come l’esecutivo nazionale tenga a Genova e continui a investire sulla città con i fatti, smentendo categoricamente le narrazioni e le continue lamentele del sindaco Salis. Roma risponde con decreti e finanziamenti alle polemiche sterili, riconoscendo una volta per tutte il valore storico, sportivo e urbano di uno degli stadi più iconici d’Italia”.
I due consiglieri spostano poi l’attenzione sulle tempistiche locali: “Se da parte del Governo il percorso è ormai definito e blindato, lo stesso non si può dire per l’azione locale. È ormai evidente che, nonostante i proclami via social, il Comune sia in forte ritardo sulla tabella di marcia per la presentazione del progetto definitivo di restyling. Non ci sono più scuse né alibi: l’amministrazione acceleri i tempi per non rischiare di vanificare questa straordinaria opportunità europea a causa delle proprie inefficienze. Genova non può permettersi di perdere un’occasione storica per ritardi, silenzi o incapacità amministrative. Il Governo ha fatto la sua parte. Ora il Comune dimostri, con atti concreti e non con annunci, di essere all’altezza della sfida”.
Nel frattempo il Comune di Genova ha avviato la conferenza dei servizi per esaminare il progetto di fattibilità tecnico-economica presentato da Genova Stadium. Il tempo stringe perché, secondo la tabella di marcia di Euro 2032, i progetti devono essere approvati entro il 31 luglio 2026. Dopodiché, secondo le regole del project financing, dovrà partire una fase pubblica in cui eventuali soggetti diversi da Genoa e Sampdoria potranno presentare proposte migliorative.
Alla base l’ipotesi di cessione del diritto di superficie dello stadio e della vicina Villa Piantelli per 99 anni (i primi 50 senza pagamento del canone) in cambio di investimenti per circa 100 milioni di euro. Per determinare il “più probabile valore di mercato” dell’operazione è stato affidato un incarico da 38mila euro (più Iva) a Rina Prime Valutation.
La filosofia del progetto Peñaranda
Il cuore del progetto di Peñaranda, di fatto un remake di quello presentato alla scorsa giunta nel 2024, è lo spostamento delle scale all’esterno, sul lato dei distinti e delle tribune, con volumi vetrati aggiunti sull’attuale facciata, senza stravolgere il disegno impostato da Gregotti per Italia ’90. “Abbiamo cercato di liberare completamente lo spazio interno – spiega l’architetto -. Il limite chiaro da non superare è la fascia di sicurezza dall’argine del Bisagno”.
In questo modo verrebbero ricavati 10.694 metri quadrati per attività commerciali, 10 skybox (con 14 poltrone all’aperto e aree interne per il relax), locali di servizio come cucine e spogliatoi, e al livello più alto oltre 2mila metri quadrati tra ristoranti, lounge e spazi dedicati al tempo libero. I corpi aggettanti sovrasterebbero in parte la facciata storica, ma secondo il Comune non ci sono problemi di vincoli perché si tratta di una ricostruzione e non del prospetto originale.
Uno dei nodi più delicati è quello della capienza, destinata a ridursi ancora. Nei documenti presentati oggi a Tursi si dichiarano in totale 31.603 posti dopo la ristrutturazione, a fronte dei 33.205 posti odierni. Sono previsti 150 posti per disabili, di cui 65 in carrozzina. “Le gradinate verranno portate da 70 a 60 centimetri, questo ha comportato una decrescita degli spettatori – continua Peñaranda -. Ci sono problemi di visibilità, vie di fuga poco chiare ed efficienti”.




