Salute

Caso Modena, la scure sui centri psichiatrici: molti rinunciano alle cure


Lo stato di salute dei centri di assistenza psichiatrica

Con la legge Basaglia, i manicomi hanno chiuso per far aprire i centri di assistenza psichiatrica. Ma dove sono? Esistono, ma col tempo si sono ridotti a causa dei costi elevati. Lo stesso vale per la forte carenza di personale, stimata al 30%. Tra riduzioni e tagli, il risultato è un effetto domino: la scelta dei pazienti, infatti, è quella o di rivolgersi al privato o di non intraprendere alcun percorso.

Ora tocca al Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, approvato il 29 dicembre dello scorso anno. Con 80 milioni di euro per il 2026, 85 per il 2027, 90 milioni per il 2028, più 30 milioni l’anno 2029, lo scopo del piano è quello di stravolgere i centri di assistenza, mettendo mano sui servizi di salute mentale così da garantire uniformità su tutto il territorio nazionale. Significa porre riparo a un vuoto organizzativo durato 13 anni, nel corso dei quali in Italia si è determinata una situazione a macchia di leopardo e con gravi lacune.

Cosa dice il ministero della Salute

Risale soltanto allo scorso mese la pubblicazione da parte del ministero della Salute del Rapporto sulla salute mentale. I dati raccolti sono relativi al 2024, lo stesso anno in cui Salim ha deciso autonomamente di non curarsi più. il risultato è uno specchio del fenomeno: sono 845.516 gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici. Numeri freddi, ma che raccontano le storie dei più fragili. Per quanto riguarda le strutture attive sul territorio la cifra è di 1.236, quelle residenziali 1.962 e 800 le semiresidenziali.

Le spese

Per farmaci come gli antidepressivi la spesa lorda complessiva è di oltre 419 milioni di euro, mentre per gli antipsicotici è pari a 89 milioni di euro. Il costo medio annuo per residente dell’assistenza psichiatrica è pari a € 75,2, mentre quella territoriale ammonta a 3.572.433 (in migliaia di euro). In passato proprio l’Emila-Romagna ha investito 1,3 milioni per la promozione della salute e delle dipendenze, puntando anche sulla formazione degli operatori.

I pochi professionisti

Poi c’è il problema della carenza di personale che nel 2024 risulta pari a 33.142 unità tra psichiatri (14,5%), psicologi (7%) e infermieri (37%) seguiti da educatori tecnici della riabilitazione psichiatrica e assistenti sociali. Per il Collegio nazionale dei direttori dei Dipartimenti di salute mentale, gli operatori dei centri di salute mentale sono circa 25.000, pari a 55 per ogni 100mila abitanti, 7.500 in meno rispetto allo standard di 83 ogni 100mila abitanti recepito nella Conferenza Stato-Regioni.


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