Marche

«È la truffa più grande. Migliaia di cittadini finiranno sul lastrico»


ANCONA Un bando, e tante discussioni: la direttiva Bolkestein continua a far parlare di sé. In prima linea ci sono i titolari di quegli stabilimenti balneari che devono dire addio al rinnovo automatico delle proprie concessioni. Giuseppe Ricci, presidente Imprenditori Turistici Balneari Italia e titolare dello chalet Stella Marina a San Benedetto non usa giri di parole: «Non siamo d’accordo sul bando-tipo, all’asta non ci dobbiamo andare. Questa è una delle più grandi truffe messe in atto da chi ha potere economico, contro cui noi non possiamo competere. Vogliamo solo il rispetto delle leggi, qui si rischia di mandare sul lastrico migliaia di cittadini che hanno investito nelle imprese di questo settore». Per il 4 maggio è previsto un incontro con gli avvocati dell’associazione che seguono la vicenda e aperto a chi vuole sostenere questa causa. 

Le posizioni

Parole chiare anche da Marco Scarpetta, vicepresidente dell’Associazione balneari civitanovesi e titolare del Raphael Beach: «Siamo preoccupati, non abbiamo alcuna notizia su indennizzi ed eventuali forme a nostra tutela. È ingiusto espropriare dei beni a chi ha investito tanto tempo e risorse. C’è molta preoccupazione anche tra i fornitori e gli istituti di credito». Un importante cambiamento è alle porte nel sistema balneare, conferma Scarpetta: «Il sistema balneare non sarà più come lo conosciamo adesso. E anche nelle nostre zone non passa inosservata la chiusura di numerosi stabilimenti. Questo capita quando non c’è prospettiva».

I nodi

Allarga l’orizzonte Mauro Mandolini, presidente Confartigianato Imprese demaniali Marche e titolare dei Bagni Torrette a Fano: «Il bando-tipo prevede che a parità di punteggio tra imprese si vada a un rialzo del canone. Per noi è inaccettabile in quanto il canone demaniale deve essere un’imposta uguale per tutti, altrimenti crea disparità nel mercato. Inoltre va chiarito bene il discorso degli indennizzi». E al Governo «chiediamo regole chiare e anche una condivisione con le associazioni di categoria in modo che le imprese possano partecipare con la massima trasparenza e con le stesse condizioni, senza discriminazioni economiche». Esperienza come fattore chiave da valorizzare, secondo Mandolini, e lo stesso vale per anni di duro lavoro. «Sono contrario alla Bolkestein: chi può essere a favore di una normativa che ti toglie qualcosa?». Domanda a cui fa eco Valter Morganti, titolare dei Bagni Tommi di Senigallia, che sottolinea come «il piano regionale delle Marche stabilisca che solo il 25% delle spiagge debba essere libero. Ma a Senigallia, ad esempio, il 65% delle spiagge è libero, molto al di sopra della soglia prevista dalla legge. Di conseguenza, non c’è alcun motivo giuridico per ricorrere alle aste, come stabilito dalla normativa». E aggiunge: «Gli operatori delle Marche, da Pesaro a San Benedetto del Tronto, si stanno preparando ad azioni legali se le gare venissero lanciate senza una verifica concreta della scarsità delle spiagge, poiché la situazione in molte aree non giustifica affatto l’avvio delle gare. Il percorso verso una riforma delle concessioni balneari è tutt’altro che definito».




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