Cultura

Lavalove – Tan Lines | Indie For Bunnies

Divertimento assicurato con i Lavalove di Tealarose Coy che anno dopo anno, un disco dopo l’altro restano fedeli al motto: se vuoi che qualcosa accada, meglio farlo da soli. Gli album di Mac DeMarco e la vita della California del sud restano fonti d’ispirazione importanti, ma dopo l’esordio “Beluga Moon” e “Love Sick” uscito sempre per la Pure Noise cercavano qualcosa di diverso.

Credit:  Aidan Harper

“Tan Lines” prodotto da Anton DeLost (State Champs, The Warning) vede Coy circondata da Edith Aldaz, Calhoun Diamond Fenner, Carla Pensalfine, Correy Masillamoney e Ash Ross, con Sydney Roten, Joel Ferber, Jayden Seeley e Curtis Peoples che hanno collaborato alla scrittura di canzoni che puntano a fondere energia garage, rock e pop.

“Hopelessly Devoted” intrattiene con i suoi riff punk pop e la batteria, “Motion Picture” pianifica una love story cinematografica, “Go Go Boots” porta in giro in locali come il Roxy in un weekend tra sorsi di tequila e Bacardi, “Tan Lines” celebra lo spring break in un anticipo d’estate. L’atmosfera diventa rabbiosa in “Messing With The Man” mentre “Working on My Way” con Garden of Edith torna al pop puro.

Don’t wanna fall in love tonight” canta Coy in “Never Better”, “Wanna be your best ex baby” ed è questa uno delle chiavi di lettura per interpretare un album che dietro l’apparenza giocosa nasconde le relazioni interrotte di “Sniffin’ Around”, la trasgressione di “Magic Mushrooms” e “Shot” che va in cerca di amore vecchio stile. Nulla di nuovo sotto il sole della California ma “Tan Lines” è un buon disco da ascoltare coi primi caldi e il finestrino abbassato.


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